giovedì 31 dicembre 2009

Buon Anno


Sul blog del Peyote la serie completa.

Un grazie al pilota e un Buon Anno a tutti!

Matrix: Kennedy in salsa complotto


Col permesso dell'autore, Federico Ferrero di johnkennedy.it, pubblico il suo bel commento all'ultima puntata di Matrix.
Commento che condivido appieno.

Purtroppo, l'informazione, in Italia, si fa in quel modo.

Trovate qui l'articolo orginale.

La puntata di fine anno (29 dicembre 2009) di Matrix, trasmissione di approfondimento di Canale 5, è stata dedicata a una notizia-bomba: l’assassinio di Kennedy. Opinione comune è che la televisione ‘grande’, quella generalista e dei grandi ascolti, insomma il duopolio Rai-Mediaset, non offra spazio a notizie scomode, a opinioni non allineate, alle verità non ufficiali. La puntata di Matrix in questione depone in senso opposto: il presunto complotto ai danni del presidente viene trattato unicamente basandosi su un filmato montato da un webmaster assertore di una grande quantità di cospirazioni e/o tesi ‘alternative’ (11 settembre, sbarco sulla Luna, John Kennedy, Bob Kennedy, le scie chimiche, le cure per il cancro, Al-Qaeda, la Bibbia eccetera), Massimo Mazzucco, presente anche in collegamento dagli Stati Uniti. In studio il conduttore Alessio Vinci ospita Walter Veltroni e Gianni Riotta, attuale direttore del Sole 24 Ore.

La trasmissione non è squilibrata, di più: pare sdraiata su un’unica posizione, quella dell’imboscata organizzata per uccidere un presidente scomodo. Tant’è che l’unico documento che si ritiene di mostrare nella serata è un collage di vecchie dichiarazioni alla stampa offerte da alcuni personaggi che, in qualche modo, hanno avuto a che fare con Kennedy. La tesi del filmato, vecchia peraltro di almeno dieci anni, è che a uccidere il presidente sia stata una squadra di cui faceva parte tale James Files, l’uomo che si è accusato di aver sparato un colpo alla tempia di Kennedy dalla collinetta erbosa.

Per dare ossigeno alle ipotesi cospiratorie viene mostrato un servizio di Chiara Cazzaniga, brava giornalista della redazione di Matrix che però mostra di attingere esclusivamente dal più retrivo fantacomplottismo hollywoodiano, quello del geniale Oliver Stone. Il servizio, infatti, utilizza spezzoni ‘a effetto’ del film JFK – un caso ancora aperto, l’opera che fruttò a Oliver Stone due (meritati) premi Oscar. Si sostengono posizioni quantomeno bizzarre, o falsità come il fatto che “subito dopo l’arresto di Oswald, J. Edgar Hoover telefona al procuratore generale dicendo di avere in mano l’uomo che ha ucciso il presidente“; si parla del “senatore Earl Warren”, che in realtà era il presidente della Corte Suprema.

In studio, purtroppo, le cose non vanno meglio. L’ex direttore dell’Unità ed ex segretario del Pd, Walter Veltroni, da tempo schierato in favore di tesi complottiste, è sicuro: “Kennedy è stato ucciso per quello che faceva. Il filmato di Zapruder (che Veltroni chiama curiosamente Zaprüder, con l’umlaut, manco fosse tirolese) dimostra che i colpi arrivarono da più direzioni. Il complotto è chiaro, certo, evidente”. Come lo è, aggiunge, quello di piazza Fontana.

L’unica voce a parziale smentita del complotto è proprio quella di Riotta, il quale peraltro si mostra ben poco informato sui fatti. Per esempio avrebbe potuto ribattere che il film di Zapruder mostra, riguardo alla ferita alla testa, l’esatto opposto di quanto dice Veltroni, e cioè che la tempia destra di Kennedy era intatta dopo il colpo fatale. Oppure che non solo le fotografie ma anche le radiografie in sede di autopsia confermano la direzione del colpo, entrato nel cranio da dietro e uscito nella zona occipitale. Che esistono studi in Cad e ricostruzioni effettuate con la massima cura, diffuse negli ultimi anni dai maggiori network statunitensi, che avvalorano la tesi di Oswald unico assassino. Non dico presentarli come il Vangelo: ma in mezzo a qualche stupidaggine una ricerca scientifica non avrebbe sfigurato. Invece niente: anzi, Riotta riesce a risultare fastidioso anche quando – e non so quanto spesso gli capiti – ha la ragione dalla sua.

Non contenti dell’infornata di ipotesi complottiste, quelli di Matrix presentano in un secondo servizio la storia di Jim Garrison, il procuratore distrettuale di New Orleans che indagò sull’assassinio. Purtroppo anche qui è evidente come la sua indagine venga ripercorsa non per quella che fu (sarebbe stato sufficiente leggere, per esempio, il libro di un onesto e puntuale cronista che seguì tutte le udienze del processo, James Kirkwood, autore di American Grotesque: rivivere quella farsa per ciò che veramente fu è da pelle d’oca, con Shaw che somiglia in maniera inquietante al protagonista del Processo di Kafka) ma esclusivamente attraverso il racconto, in gran parte romanzato e falsificato, che ne diede Oliver Stone nel suo film. Si mostrano nuovamente spezzoni del capolavoro del regista di New York, compresi i voli pindarici di Garrison sul fatto che il sindaco di Dallas e il fratello militare, Earl e Charles Cabell, fossero in combutta per uccidere il presidente (prove? Indizi? Testimoni? Zero: però erano fratelli, e i militari si sa che sono cattivi). Si rilancia anche lo sputtanamento postumo dell’uomo di affari di New Orleans Clay Laverne Shaw. Una vicenda imbarazzante per la giustizia americana. Pochissimi se ne sono resi conto, ma quello fu un caso Tortora ante litteram. Shaw è morto quasi quarant’anni fa e non si può difendere ma il suo coinvolgimento nel processo fu teorizzato in maniera agghiacciante, utilizzando testi malati mentali, forzando dichiarazioni mai fatte, inventando collegamenti del tutto inesistenti: per fortuna la giuria se ne accorse e lo assolse con verdetto unanime. La figura di Shaw dipinta da Stone è lontanissima dalla realtà: quell’uomo, del tutto ignaro dei fatti che gli venivano contestati, andò in rovina per pagarsi gli avvocati, si ammalò e morì poco dopo l’assoluzione.

Altra citazione del servizio è quella per Mister X, l’uomo che nel film di Stone apre gli occhi a Garrison dipingendogli lo sfondo della cospirazione. Peccato ci si sia ancora dimenticati di specificare che quell’uomo non è mai esistito: le parole di Mister X derivano da una serie di dichiarazioni gonfiate, e interpretate fantasiosamente se non in malafede, fatte a Garrison e a Stone dal colonnello Leroy Fletcher Prouty e di un tale, Richard Case Nagell. L’immaginazione di Prouty era talmente feconda – altra circostanza di cui non si parla mai – che lo stesso Stone lo ’scomunicò’ nel corso del film: aveva capito che le sparava troppo grosse, anche per un visionario come lui. Circostanze, quelle narrate da Mister X, affascinanti ma puntualmente smentite: compresa la storia del giornale neozelandese che anticipò le notizie sull’attentato, il Christchurch Star, sgonfiata da una semplice indagine giornalistica. Come (giustamente) ridicolizzata è stata la povera Jean Hill, una ragazza che vide da vicino l’uccisione di Kennedy, e che qui che viene fatta passare per una povera cittadina onesta minacciata e zittita dalle autorità assassine. Riprendendo in pieno, anche con le immagini, il racconto che della Hill ci fece Oliver Stone. Peccato, anche qui, che non sia venuta voglia di saperne qualcosa di più: si sarebbe scoperto che la Hill mentì spudoratamente, per anni, cambiando versione più spesso di quanto cambiasse abito, e che fosse diventata un personaggio impresentabile anche per i più incalliti complottisti. Si usa ancora la forza scenica di Stone per difendere stupidaggini come la ‘teoria della pallottola magica’. Ora: non dico di mettersi a dibattere di balistica forense in una puntata di Matrix. Ma è possibile che in Italia ci si sia fermati al complottismo d’accatto degli anni Settanta? Se la Bbc, la Abc, Discovery Channel, History Channel hanno finanziato e trasmesso documentari in questi ultimi anni, frutto delle ultime ricerche e dei mezzi di indagine offerti dalla tecnologia, perché da noi si devono continuamente rispolverare i racconti fantasy dell’epoca delle brigate rosse? Eppure, a quanto pare, in Italia l’ultima frontiera sul caso Kennedy è il 1991, l’anno del film di Stone, che viene trattato dai nostri giornalisti come un ricercatore solo per la sua mostruosa capacità cinematografica. Sono passati quasi vent’anni, da quel film. Ed era un film. Perché Vinci e la sua redazione non hanno chiesto alla Bbc, per esempio, di poter mostrare una parte dell’accuratissimo e tecnologicamente avanzatissimo documentario del 2004 JFK – Beyond conspiracy? Temo di conoscere la risposta: perché non sapevano neanche della sua esistenza. Si fa prima a riguardarsi il film di Stone, che è come studiare storia sui fumetti di Martin Mystère: decisamente più divertente e più comodo. Se poi sono tutte bufale, pazienza: il film è così bello…




Infine si citano Richard Helms, che testimoniò sui legami di Shaw con la Cia, e il probabile complotto stabilito dall’Hsca. Insomma: vengono letti i titoli di coda del film di Kennedy, con la chiosa sui documenti segreti che verranno desecretati nel 2029. In studio riprende il dibattito, che però non riesce mai a cambiare registro. Anzi. Veltroni rilancia sulla certezza del complotto: “Il complesso delle evidenze, le immagini lo mostrano”. E riparte con la “constatazione obiettiva che i colpi siano stati sparati da più parti”, aggiungendo che Jack Ruby è “un altro elemento a conforto della teoria del complotto” poiché si trattava di “un uomo legato alla mafia”, che uccise Oswald “per evitare il processo sulla morte del presidente”. Riotta ricorda a Veltroni che non è assolutamente vero che Kennedy fosse un pacifista: la guerra del Vietnam iniziò con lui; sostiene che le foto dell’autopsia non sono false anche se, colpo di teatro, ammette che “è possibile che ci fosse più di un cecchino a Dallas”, anche se “non ci sono prove che ci fosse un secondo cecchino”. Il conduttore, Vinci, dice la sua: “Abbiamo visto le foto dell’autopsia col cranio perfetto, mentre il film di Zapruder dice che il cranio è spappolato”. Un falso clamoroso, eppure nessuno si prende la briga di rispondergli che non è vero.

Verso fine puntata Riotta sbanda ulteriormente, dicendosi “certo che Ruby spara a Oswald per chiudergli la bocca”. Racconta poi di Lee Oswald che dopo gli spari scompare dal deposito dei libri, di un poliziotto che lo cerca e viene ucciso, di Oswald che spara a un secondo poliziotto (in realtà fu solo uno). Mazzucco tenta di correggere Riotta: “Oswald chiede il permesso al suo direttore di tornare a casa” (non è vero: Oswald, dei dipendenti assenti dal deposito dopo gli spari, era invece prorio l’unico che non chiese il permesso a Roy Truly, il capo del personale, che dopo averlo avvistato in sala mensa a breve distanza dall’attentato non lo vide più). Aggiunge Mazzucco: “Oswald va a casa, prende una pistola, la mette in tasca, uccide Tippit con proiettili di calibro diverso rispetto a quelli che gli vengono trovati in tasca”. Anche questa è una balla. Quando Oswald viene arrestato gli vengono trovati in tasca colpi di due marche diverse, Winchester Western e Remington Peters. Dal corpo di Tippit vengono estratti tre proiettili Winchester Western e uno Remington Peters. Fine del caso. Solo che Veltroni e Riotta non lo sanno, e Mazzucco passa per l’esperto della situazione.

Vinci chiude una deludentissima puntata con il latino, con una frase che suona pressappoco così: “Tu quoque Brutus, fili mihi”. E pure la lingua dei nostri padri incassa un montante da k.o. tecnico, così come il giornalismo di inchiesta.

mercoledì 30 dicembre 2009

Non ci resta che piangere


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale

Al CNR, negli ultimi giorni dell'Anno Domini 2009, si organizzano convegni sul creazionismo.

A Matrix si invita il pluripremiato Perlone Mazzucco (sì, proprio lui, quello che propaganda il bicarbonato come cura per il cancro...) a presentare, pressoché indisturbato, le solite trite e ritrite fantasticherie complottiste sul caso Kennedy.
Aggiornamento: Federico Ferrero ha pubblicato un ottimo articolo di commento e di debunking della puntata di Matrix sul suo sito johnkennedy.it.

Il Silvio nazionale subisce una aggressione tanto pericolosa quanto ingenua e subito il popolo dei cospirazionisti da Tuttubo ci costruisce sopra le consuete favolette di stampo politichese.

Come ricorda il buon Claudio, basta accendere la scatola magica per ritrovarsi sommersi di Grandi Cugggini, Isole dei Fumosi e falsi programmi scientifici come Boyager e Mistero. Str..., pardon, fess..., pardon, programmi di intrattenimento di livello così basso da far pensare che abbiano ormai cominciato a scavare, giunti sul fondo. E per il privilegio di poter godere di simili perle dobbiamo pure pagare il canone a mamma RAI.

Dulcis in fundo, siamo al 30 dicembre e si scatenano i soliti astrologi la cui preveggenza non arriva a prevedere il cenone di Capodanno a raccontarci le solite fantasie più o meno affascinanti sull'anno che verrà.
Fortuna che qualcuno si prende la briga di verificarne la (prevedibilissima, questa sì) infondatezza.

Ebbasta!
Voglio dormire, stasera, e sognare un mondo in cui l'oscurantismo di ritorno non dilaghi e dove buon senso e intelletto non siano doti in via di estinzione.

Forse, se il sapiens-sapiens non avesse vinto la gara per la sopravvivenza, avremmo un mondo neanderthalense e, chissà mai, la Terra sarebbe davvero abitata da una specie intelligente.

sabato 26 dicembre 2009

Perlone 2009


Ebbasta!

Ancora una volta il mio contafrot... pardon, "Ricercatore della Verità", preferito non ce l'ha fatta.

C'è sempre quello là... quello che vive negli States ma si cerca i seguaci finanziatori tra i più fini babb... pardon, "liberi pensatori" italioti.

Quello che in nome della libertà di pensiero (ma coi dollari nelle pupille) sdogana stregoni e guaritori medievaleggianti senza scrupoli.

Ci rinuncio. E consiglio al mio pupillo ex-europarlamentare di rinunciare: non c'è storia, con quell'altro là...

mercoledì 23 dicembre 2009

martedì 8 dicembre 2009

"Ma daiii..." addendum


Riprendo il discorso sulla polemica sui limiti di velocità, che mi è tema assai gradito.
Non perché io sia uno spericolato amante del brivido e nemmeno perché non riconosca nella velocità un potenziale pericolo per l'incolumità reciproca dei conducenti di autoveicoli.

Semplicemente perché credo che, posto come è qui da noi, sia un falso problema e che sia invece un bello specchio di quello che per me resta il motto del belpaese: "tutto fumo e niente arrosto". E di quello che resta lo sport nazionale: non il calcio, ma lo scaricabarile.

Per meglio chiarire il mio pensiero, prendo a prestito la casistica di un meraviglioso tour a zonzo per la Scozia, dove il controllo dei limiti è affidato ad una autentica pletora di autovelox. Eppure, in 3200 km, non mi è mai capitato di fare fatica nel rispetto dei limiti e neppure di incappare in un mega multone per averli infranti. La ragione, imho, sta in almeno due elementi.

Il primo: i limiti sono "segnalati".

A chi non è mai capitato di incappare in un cartello che riduce la velocità consentita di 30 o 40 km/h improvvisamente e senza ragione apparente?
Di solito, in quelle particolari postazioni, sta pure appostata la tipica auto dei vigili urbani dotata di macchinetta infernale...
Lassù, nelle brughiere scozzesi, la variazione delle limitazioni non è mai così improvvisa: all'incirca trecento metri prima del nuovo limite compare il primo dei cartelli della foto, seguito dagli altri due a distanze di un centinaio di metri l'uno dall'altro e infine dall'effettiva entrata in validità del nuovo limite. Spesso acccompagnata da un bell'autovelox. Ma si sa: uomo avvisato...

Il secondo: i limiti sono "sensati".

Fatta eccezione per le autostrade, dove le 70 miglia (112 km/h) sono davvero poche (ma va detto che i tratti autostradali sono di poche decine di miglia: niente ingresso in autostrada al Brennero con uscita a Villa S.Giovanni!), in tutte le strade urbane ed extraurbane vige una notevole variabilità di limitazioni: dalle 20 miglia (32 km/h) davanti alle scuole alle 30 miglia (48 km/h) nei centri abitati, fino alle 60/70 miglia su strade extraurbane.
Detto così parrebbe che le limitazioni siano persino più restrittive di quelle italiote, ed è così.
Ma la zona a 20 miglia è davvero solo adiacente alle scuole o altri punti particolarmente pericolosi e la zona a 30 miglia è davvero inerente un centro abitato.

I cartelli ripresi nell'immagine, ad esempio, sono proprio all'ingresso di Brampton, ridente cittadina di 4000 abitanti vicino a Carlisle, nel North Cumbria. Sono 40 miglia orarie, 64 km/h.
Certo, in centro la velocità si riduce a 30 miglia oraie. In centro.

Saranno tutti dei criminali incoscienti, da quelle parti?
O semplicemente i limiti vengono tarati in funzione del livello di pericolosità reale del tratto stradale?

Da noi invece non si contano i tratti a 50 su strade solo formalmente urbane o a 70 km/h su bei rettilinei extraurbani, a volte anche con doppia corsia per ogni senso di marcia. E che dire poi dei tratti "pericolosi" in piena autostrada dove scattano gli 80 o a volte anche i 60 km/h? Pericolo reale o scaricabarile? Ricerca della Sicurezza o fumo negli occhi?

Sono limiti, infatti e non per nulla, disattesi dalla stra gran maggioranza degli automobilisti.
Si dice che gli automobilisti italiani siano maleducati e c'è del vero in questa affermazione. A dirla tutta, c'è del vero anche se si omette il sostantivo "automobilisti" e si fa diventare soggetto della frase gli "italiani" in genere.
Credo tuttavia, da profondo estimatore dell'estinguenda virtù del buon senso, che un adulto vaccinato sia anche in grado di distinguere tra un tratto effettivamente pericoloso ed uno in cui anche i 90 possono stare stretti. E dunque che l'insistente disattendere il limite su certi particolari tratti stradali possa essere sintomo di eccessivo rigore del medesimo, più che di inadeguatezza dei conducenti.

Capisco bene però che su strade normali sia necessario fissare un limite preciso e il massimo che si può sperare è che le autorità preposte imparino a far bene il loro lavoro.

Ma in autostrada?
Laddove ogni tre o quattro km si trovano quei bei cartelloni elettronici luminosi che da una parte ci ricordano le mille casistiche che possono fare di noi una polpetta alla brace e dall'altra misurano passo passo il nostro procedere, che ci vorrebbe ad adottare una logica adattiva?

Piove o c'è la nebbia o il traffico si fa intenso?
Abbassi il limite.
Sulla tua bella autostrada a tre corsie c'è un'auto ogni km?
Lasciali andare. Che vadano a 130 o a 160, poco ci cale.

lunedì 7 dicembre 2009

Ma daiii...


Poffarre, non sarà mica che Matteoli legge brrrainblog...?


;-)

sabato 5 dicembre 2009

Ah, già, dimenticavo...


Sono un po' in ritardo, me ne rendo conto, ma mi è scappato proprio.
Fortunatamente la notizia dell'apertura del museo di antropologia criminale a Torino mi ha fatto tornare in mente la ricorrenza.
Il 19 ottobre scorso infatti era il centenario della morte di questo signore qua.

Non richiede presentazioni, credo.
Conclusioni sbagliate, lo sappiamo bene, ma ricerca interessante.
E la scusante di un'epoca in cui la ricerca scientifica muoveva ancora i suoi primi, incerti, passi.



Nello stesso periodo, è scattata anche un'altra ricorrenza, di interesse storico scientifico indiscutibilmente risibile, ma che mi sta ovviamente a cuore: il primo anno di Brrrainblog.

Devo riconoscere che tenere un blog è quasi un secondo lavoro, anche se si tratta di un blogghetto colloquiale come questo.

E per chi, come il somaro sottoscritto, ha già un lavoro di copertura, l'inforNatico, e uno da "sporco disinformatore del NWO", il Gran Propagandiere, la faccenda a volte è impegnativa.

Non per nulla i post classificabili come "articoletti" sono quattro o cinque in tutto: manca il tempo, se non l'ispirazione a svolgere quel minimo di lavoro di ricerca e di pensiero necessario per produrre qualcosa più che una segnalazione o un pensierino lampo.

Già che ci siamo una notarella autobiografica.
Perché Brrrainblog (con 3 r), mi chiese qualcuno una volta.
E' stata una scelta che voleva essere un po' un omaggio ai vari cuGGini, tanto cari agli amici cospirazionisti, un po' mi piaceva il tono arrotato che assume il titolo del blog, un po' per i bRRRividoni che mi fanno venire i complottisti... e un po', molto banalmente, perchè "brainblog" già ce stava!

Ancora un grazie ai miei lettori che seguono questi quattro pensieri con costanza e simpatia.

mercoledì 2 dicembre 2009

Non aprite quella porta.


Non sto a raccontarvi la storia, che è già ben riassunta da Paolo Attivissimo e da John nei link che trovate più sotto.

Però pubblico questa segnalazione.

Perché?
Ovviamente perché sono il "Gran Propagandiere", ma soprattutto perché appena uscita l'ennesima, ridicola bufala, i complottisti di mezzo mondo si sono fiondati a divulgarla per ogni dove. Provate a cercare con google - "FLT DECK DOOR" Pentagon - e troverete oltre 3500 risultati in varie lingue, naturalmente tutti di matrice cospirazionista. Non male in soli 5 giorni di divulgazione dello "scoop", non trovate?

Naturalmente, giuggiolanti per aver finalmente trovato una "smoking gun", tutti quanti, dai francesi del gruppo che fa capo a Meyssan fino agli italiani del Gruppo Zero, non si sono minimamente preoccupati di sottoporre a verifica quanto riscontrato da PFT.
Ma questo non ci stupisce affatto, fa parte del metodo di questi ricercatori.

Dunque, per legge del contrappasso, mi sembra giusto che anche la "sbufalata" venga divulgata il più possibile.

Un breve riassunto lo trovate sul Disinformatico in: 11/9, nuova figuraccia dei complottisti.
Un approfondimento nell'articolo di John su Undicisettembre.

Ci si vede alla prossima "smoking gun".  ;-)

giovedì 26 novembre 2009

Truthers...

Ogni tanto, girovagando per la Rete, m'imbatto in qualche simpatica vignetta che irride alle manie dei cosiddetti "truthers", quei personaggi curiosi che rispondono più correttamente alla definizione di "cospirazionisti", convinti di poter trarre fantasiose rivelazioni dai più infimi rumori di corridoio o dalle più minute incongruenze apparenti che costellano inevitabilmente qualsiasi accadimento complesso.

Questa è una delle ultime che mi sono capitate sott'occhio.



Traduzione per i non anglofoni:

- Ehi, amico, questo potrebbe essere il dito dell'agente americano che ha premuto il pulsante che ha innescato l'esplosione delle torri, dopo lo schianto degli aerei

- Ehi, tu! Un po' di rispetto per la mia tesi sionista-ufologica!


Eh, sì, per quanto scavino, i notri amici non trovano altro che fantasie assortite!

Vi ricordo, naturalmente, la collezione di vignette di crono911.

martedì 24 novembre 2009

Save the ladybird!


Sì, lo so... la coccinella è uno dei più feroci e spietati predatori, nel mondo degli insetti.
Ma è anche tanto, tanto simpatica.

Dunque, come può un somaro salvare la vita a una piccola, dolce amica a pois che è entrata in stalla... pardon, in salotto ieri sera e da allora non mangia?

Please, help us to save the ladybird!

sabato 21 novembre 2009

Contrordine, il mondo non finisce nel 2012


Siamo a posto ragazzi.

Lo dice l'Esperto di Nostradamus:
"Contrordine, il mondo non finisce nel 2012. Esperto di Nostradamus smonta la previsione Maya"

Stanotte, dormirò più tranquillo...

p.s.
ROTFL

mercoledì 11 novembre 2009

2012 e Le Iene


Andrea Pellizzari delle Iene parla di 2012 con Massimo Polidoro (uno che non ci crede*), con Davide Domenici (un esperto di Maya**), Marcello Corradini (uno che guarda le stelle***) e Margherita Hack (una che la sa lunga****).

Risultato?

Andate a vedervelo.

...ah già... hanno chiesto anche a Roberto Giacobbo (uno che ci crede*****).

Già che ci siamo, vi ricordo i miei due postarelli di spiegazione sul meccanismo del calendario maya e su perché i Maya non predissero la fine del mondo. In fondo, sono o non sono il Responsabile Sezione Fine-del-Mondo del NWO...   :P

*          Segretario nazionale del CICAP
**        Discipline demoetnoantropologiche presso il Dipartimento di Paleografia e Medievistica dell'Università di Bologna.
***      European Space Agency.
****    Se non sapete chi è, non ve lo dico.
*****  "Uno che ci crede" ? Ma va là, va là, va là...

Accidenti...


...passi per le ricerche fra il goliardico e il godereccio di lettori trasportati qui dai miei sondaggetti estivi su attrici e subrette di varie epoche.

Ma il tizio che periodicamente cerca "Malachia gatto di Paperoga" proprio qui, a casa di uno sfegatato fan di Paperino, l'unico e vero padrone di Malachia...

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Il mio sondaggetto sul 2012 ha dato per argomento vincente i "Teschi di Cristallo", per un pelo su "ebbbastaaaaa!!!".

Mi è andata bene: già avevo messo giù un canovaccio sull'argomento (a proposito: grazie Terenzio per le info aggiuntive!) e mi sarebbe spiaciuto... propinarveli lo stesso!  :P

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A proposito di Terenzio (e chi meglio di lui può occuparsi di questo genere di tematiche?): su sua gentile richiesta ripristiniamo l' "Attiratroll".
Si accettano, anzi, si richiedono, opinioni sulla cadenza del concorso e, soprattutto, sui candidati da proporre.

Resta inteso che la statuetta in puro Orgone la paga Terenzio...  :P

lunedì 9 novembre 2009

50 anni e non sentirli.


E' di un paio di settimane fa, più precisamente il 29 ottobre, il cinquantesimo compleanno di Asterix, il simpatico personaggio di Goscinny e Uderzo che certamente non ha bisogno di presentazioni con i lettori.

E' festa grande tra i cugini d'oltralpe: musei e gallerie, politici e giornali hanno colto l'occasione per festeggiare il mito del piccolo gallo e dei suoi compagni di avventure con una proliferazione di analisi e considerazioni sulla genesi, sulle sue caratteristiche e sul suo successo.

C'è chi sottolinea le imprecisioni storiche ed etniche che circondano la vita del villaggio, dai menhir di Obelix fuori tempo massimo fino ai dettagli strutturali degli edifici e delle armi del villaggio.

Chi va a ricercare nella Storia le radici più profonde del successo dei personaggi: immediato torna alla mente il De bello gallico e con esso il ricordo dei Galli che la Rivoluzione del 1789 elevò a rango di autentici eroi nazionali del popolo tranalpino, scalzando quei Franchi ormai malvisti, al pari dei nobili le cui teste cadevano in quantità nei cesti di monsieur De Guillotine.

Napoleone III tributa poi doverosi onori a Vercingetorige facendo erigere il suo monumento ad Alesia nel 1865. La successiva sconfitta di Sedan del 1870 ad opera dei tedeschi di Bismarck completa l'identificazione nell'immaginario popolare degli antichi conquistatori romani coi Tedeschi della guerra Franco-Prussiana e trasforma Cesare in un Bismark ante-litteram.

E c'è chi si spinge dunque a delineare nelle avventure di Asterix e dei suoi amici i tratti di un Cesare vagamente dittatoriale come quello dipinto da Uderzo alla testa delle legioni romane. C'è chi ricorda che l'antica Armorica coincide con la moderna Bretagna, terra di ribellione e di resistenza all'invasore nazista della storia contemporanea.

C'è del vero senz'altro in questa interpretazione in chiave nazionalistica e vagamente ispirata ai miti della Grandeur, vista la simpatia che rasenta il fanatismo di cui gode il piccolo gallo presso i cugini d'oltralpe.

Come spiegare però il successo di Asterix e dei suoi compagni d'avventure in chiave internazionale? E ancor più al di qua delle Alpi, proprio nel paese d'origine di quelle legioni un po' ingenue e dalla parlata borgatara che testardamente si ostinano ad approcciare il piccolo villaggio del nord Armorica, ricavandone null'altro che una gragnuola di sberloni?

Forse non tutto si spiega solo con le interpretazioni nazionalistiche e scioviniste, con l'identificazione etrica e sociale e neppure con l'istintiva reazione all'oppressione e all'invasore.

Forse, semplicemente, la simpatia, i tratti umani, bonari e divertenti di tutta la combriccola e, perché no, l'abbaiare intelligente di Idefix, sono quello che più colpisce e attrae il lettore, indipendentemente dalla lingua in cui sono tradotti i dialoghi del simpatico gallo e dei suoi amici.

Dura la vita del complottista

-Drrin, driin
-Chi è?
-Buongiorno signora, siamo due ricercatori della verità
-Ancora? Andate via
-Signora, le vorremmo parlare dell'11 settembre
-Vi ho detto che non mi interessa
-Signora, lei non si è mai posta i grandi interrogativi della vita, tipo come mai tre grattacieli sono caduti per incendi nello stesso giorno?
-A ridaje, no, sinceramente non m'interessa
-Ma è sempre stata così, oppure lo è diventata per qualche motivo? Dica la verità: lei legge Attivissimo
-Chi?
-Ma lo sa che è un ex dj? e probabilmente ascoltava la musica del demonio?
-Non capisco niente, scusate ma ho da fare
-Lasci almeno che le diamo una copia di "Inganno Globale": sono solo 9,99 euro.
-No
-Signora, mai lei così sceglie la pillola blu, se ne rendo conto?
-Veramente quella la prende mio marito, ma voi come fate a saperlo?
-Svegliatevi, signora, siete ancora in tempo
-Ma porca miseria, mi avete svegliato voi infatti, sono le sette del mattino!
-Lei non deve guardare la televisione.
-Infatti la guardo pochissimo. Solo i programmi di qualità come quelli di Piero Angela
-Aaargh! Piero Angela no, se proprio deve guardare qualcosa (ma non deve) si guardi Giacobbo
-Ma saranno fatti miei. Buongiorno, ho da fare
-Si informi, si faccia un'idea sua
-E come?
-Basta che legga il nostro materiale ed eviti di leggere qualsiasi altra cosa
-Mi faccia dare un'occhiata... "12 domande"... Ma queste sono idiozie!
-Beh, provi a rispondere-
-Ma che dovrei rispondere? sono idiozie
-Eh eh, intanto però non sa rispondere.. nessuno lo può, tanta è la grandezza del nostro maestro, Santo Mazzucco
-Ma chi, quello della terra cava?
-LUI
-Quello che lo sbarco sulla Luna l'ha girato Kubrick?
-LUI
-Quello che vuole curare il cancro col bicarbonato?
-LUI

Sbam
....

-Proviamo un altro campanello, Sertes, ma la prossima volta sulla storia del cancro è meglio che ti stai zitto
-Ok, Shm, scusa
 
(c) 2009   Thomas Morton, tratto da Crono911, qui.
 
By the way, avete visto, vero, che è iniziata la votazione per il Perlone 2009?
Mi raccomando: sapete bene chi è il mio contab... ehm... complottista preferito.
Votate, votate, votate!

giovedì 22 ottobre 2009

Ancora sul 2012 e altre ciance



In attesa di trovare un attimo per qualche notarella storica ulteriore sulle varie bufale pseudo archeologiche nate sul fascino delle culture mesoamericane, prima fra tutte la vicenda dei teschi di cristallo, mi diletto a leggere qua e là le scempiaggini pubblicate sul 2012.


Mi sento in particolare di quotare in toto le parole di Paolo Attivissimo, quando dice:
è ora di piantarla di pubblicare scemenze che annunciano catastrofi che esistono solo nella fantasia malata degli imbecilli, e chi le pubblica è un irresponsabile.
La fantasia dei cospirazionisti e dei ciarlatani in genere fa danni, lo dico da sempre.

A volte solo "politici" come capita con i complottisti undicisettembrini.
A volte si rischia di spargere il panico, come nel caso dei vari menagrami e profeti di sventure stile 2012 o con la setta degli sciecOmici.
A volte si gioca addirittura con la salute del prossimo. Esemplare il lavoro di WeWee sui vari ciarlatani e medicastri in genere.

Interessante anche la serie di articoli che il buon WeWee sta dedicando all'omeopatia. La mia posizione in proposito, ad esempio, ben si concilia con queste parole di WeWee:
Se si "curano" piccoli disturbi o malattie non serie, l'omeopatia con il suo effetto placebo è utilissima. L'effetto placebo ha poteri a volte stupefacenti. La convinzione che possiamo stare meglio, può guarire davvero (da piccoli disturbi).

Certo, pagare un placebo, acqua nella fattispecie, in ragione di centinaia di euro al litro fa un po' di effetto...

Tornando al tema di questo rapido post, il 2012, rammento rapidamente il bell'articolo sul Disinformatico: nel 2012 moriremo tutti, garantiscono i Maya e il suo seguito recente.
Oltre, naturalmente, ai miei due articoletti sugli antefatti storico archeologici.

Recentemente poi, Paolo ha pubblicato la traduzione della "pagina antisfiga" che la NASA ha dedicato a Nibiru e 2012. La trovate qui.

Vado OT, ma si sa che i miei post da Gran Propagandiere tendono a divagare come la mia sconfinata curiosità.
Domenico ha dedicato un paio di articoli a un caso davvero interessante che a me ricorda tanto l'alieno in salmì di Mistero di qualche tempo fa...
Baby alieno messicano. Probabile scimmietta?
Baby alieno messicano. Degli esperti nessuna traccia. Scimmietta?

Cosa ne dite?

A presto.

martedì 6 ottobre 2009

Maledetti tubetti


di carta e foglie secche.

Maledetti.

lunedì 28 settembre 2009

Perle Complottiste: Mazzucco domanda, Mazzucco Risponde

Perle Complottiste: Mazzucco domanda, Mazzucco Risponde

Standing ovation: nulla da aggiungere.

lunedì 21 settembre 2009

2012: Maya, Nostradamus, Egizi, Inca, Dogon, Khmer e Malachia...

...Ma soprattutto il meraviglioso "Sacerdote Maya" con l'asciugamano in testa. Uno spettacolo!

Non temete, non avete perso nulla e potete seguire tutte le grandi rivelazioni di Giacobbo passo passo qui e qui (dove siamo rimasti somarescamente solo io e Terra Nova...)

Avrei voluto dedicare un post di commento a questa puntatona di Boyager, ma il commento sta tutto nel primo "testimonial" chiamato a pubblicizzare la fine del mondo del 2012: Nostradamus. Pare infatti che anche lui, insieme ai Maya, agli Inca, agli Egizi, ai Dogon, ai Khmer e... a Malachia (ho dimenticato qualcuno?) abbia profetizzato la "fine del mondo del 2012", quella in cui neanche Giacobbo crede.

Insomma, nei primi minuti è già finita la trasmissione: il 2012 è stato predetto da Nostradamus.
Che ha predetto anche lo sbarco sulla Luna.
Ma sulla Luna non ci siamo mai stati... :D

Boyager contro Boyager 1 a 0!

A presto, per la serie "Sezione Fine-Del-Mondo del NWO" un articolotto sui teschi di cristallo, che sono almeno interessanti. Malachia magari più avanti.
Per i Dogon, i 72 gradi tra Angkor Wat e l'Isola di Pasqua e i 65 milioni di anni tra una estinzione di massa e l'altra penso dovrete aspettare un po' di più. All'idiozia si può dar retta solo fino a un certo punto.

8 anni dopo: il punto sul complottismo Undicisettembrino


Parassitosamente (si può dire?) prendo a prestito la vignetta di John a corredo di questo articolo.

E' un periodo un po' particolare in "casa del complotto". L'anniversario dell'11 settembre rilancia sempre un po' il dibattito. Esaurite le bufale presentabili e in mancanza di una qualsiasi "teoria alternativa" da spacciare alle masse, i soliti noti si limitano a pappagallare le cose vecchie, a riproporre come novità notiziole e fantasie ormai debunkate da anni. E a buttarla sulla dialettica, tecnica, anche questa, tutt'altro che nuova al dibattito cospirazionista.

Per fare il punto sulla situazione vale l'articolo di John citato in apertura a proposito delle ultime boutade dei complottisti nostrani, che fa il paio con questa Perla mazzucchiana.

Vale questa nota di Paolo Attivissimo, vale questo articolo di John sulle "zone grigie" della ricerca sull'11/9, pubblicato su Undicisettembre, ed anche questo su Giornalettismo.

Valgono, purtroppo, anche queste ultime Perle a proposito delle reazioni dei soliti noti all'attentato in cui hanno recentemente perso la vita 6 nostri soldati:
http://complottismo.blogspot.com/2009/09/luogocomune-sui-militari-italiani.html
http://complottismo.blogspot.com/2009/09/attentato-kabul-ecco-altri-vermi.html

Buona lettura

Mi permetto di tradurre la vignetta d'apertura per gli eventuali lettori non anglofoni:



mercoledì 16 settembre 2009

Assenza persistente

Ebbene sì. E' un periodaccio.
Grane di vario genere e di varia gravità.
Mi scusino i miei amici lettori, ma il tempo (e la testa) a disposizione è davvero zero (ogni riferimento all'omonimo docu... pardon, fantamentario è rigorosamente casuale).

Però un link e una segnalazione di questo la devo proprio fare.
Perle Complottiste:  Mazzucco e Simoncini: per un pugno di dollari

Non sto nemmeno a commentare.
La nausea che provo per il comportamento di certi personaggi non me lo consente.

E' appena trascorsa poi la ricorrenza dell'attentato dell'11 settembre.
Anche in questo caso, con un sussurro di rispetto per le vittime, mi piace segnalare e condividere lo sdegno degli amici di Perle per quella massa semi-indistinta di individui che risponde alla definizione di "complottisti".

Raccomando inoltre la lettura dell'articolo di Medbunker sul "tema del mese": l'influenza H1N1
Chiarissimo al solito.
Completata inoltre, durante il mio letargo blogghistico, la serie di articoli dedicati all'omeopatia.

A presto.

martedì 8 settembre 2009

lunedì 7 settembre 2009

"Tecnici e piloti, gente che lavora."

Di Orsovolante:

Ho saputo da poco dell'incidente occorso ad alcuni colleghi nel massiccio del Monte Bianco.
Tre persone morte, una delle quali avevo conosciuto personalmente, ed un operaio gravemente ferito.
Altri quattro, un pilota un tecnico, un medico ed una guida alpina, sono morti 2 settimane fa in trentino.
Tecnici e piloti non sono super eroi. Ci sono sicuramente lavori più pericolosi e meno gratificanti.
Però tecnici e piloti sono persone nella stragrande maggioranza che lavorano onestamente, che si guadagnano lo stipendio mettendo la sveglia al mattino e cercando di fare al meglio, cosi come altri milioni di persone, il loro lavoro.

Quelli che sono morti il 22 di agosto erano in volo per andare a perlustrare una frana sotto cui si temeva fossero rimaste intrappolate delle persone.
Quelli che sono morti oggi stavano effettuando dei lavori per il rifacimento una linea elettrica.
Vi sembrano azioni cosi disdicevoli?

I vari straker, mike, zret, che spesso hanno insultato per intero questa categoria, si sentono gratificati da questi sette morti in pochi giorni?
I loro discepoli, arturo, trotterella. mr.jones ecc.., ritengono veramente che tutti costoro fossero assassini al soldo di un complotto per avvelenarli?
E qui se il senso morale ha ancora un minimo di valore mi aspetto da loro una posizione netta.

O siamo tutti degli assassini ed allora dovete gioire della nostra morte, o siamo una categoria di persone comuni, come i vigili urbani, i muratori ed i postini, ed allora condannate coloro che ci desiderano tutti morti, come ha più volte dichiarato straker sul suo blog.

O infine, ammettete di essere persone piccole e meschine, lasciatevi scivolare addosso questa disgrazia come avete fatto con quelle passate, dimenticatevi che queste persone sono state ingiuriate senza mai avere la possibilità di difendersi e domani ricominciate pure ad insultarci.

Fulvio Turvani


Aggiornamento. Il pilota che in un primo momento è stato dato morto, è in condizioni gravissime all'ospedale.
Un pensiero alle famiglie dei due tecnici morti e a quelle del pilota e dell'operaio ricoverati in ospedale. A questi ultimi l'augurio di rimettersi al più presto.


Con tutta la mia approvazione per le parole di Orso.
E tutto il mio rispetto per i morti e per le famiglie.

domenica 6 settembre 2009

Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene


Dai Placiti Cassinesi al linguaggio da SMS: corsi e ricorsi linguistici, potremmo dire, parafrasando il Vico. O anche "La rivincita della Kappa".

Mi riferisco a quel curioso modo di esporre il proprio pensiero tanto in voga fra le nuove generazioni e che è mutuato dal linguaggio degli sms: ke, ki, xò, xke se non addiritture k. Per tacere dei vari nn, tt, c, cn, 6, qlc, cmq, tvb e chi più ne ha più ne metta.

La mia idea originale nasce da una delle belle chiacchierate che scambio all'ora della colazione sui temi più disparati con la mia somaresca metà, insegnante, ed era quella di dedicargli un post intero, scritto appunto in questo nuovo modo di esprimersi ma, lo confesso, proprio non mi è riuscito...

Non che la mia Lei lo ami granché, ma, tacciando di purismo la mia insofferenza per questo linguaggio da bimbiminkia, come lo definisce la divertente nonciclopedia, ne riconosce il potenziale valore evolutivo della lingua che ha dato i natali a Dante, Petrarca e Leopardi.

Su un paio di obiezioni a questa presunta forma evolutiva del linguaggio, comunque, ci troviamo in pieno accordo.

Innanzitutto, la mia metà ne fa una questione di registri linguistici.
C'è occasione di impiego del dialetto locale o regionale o della lingua familiare ed informale. C'è occasione per un italiano quantomeno corretto, per un italiano formale ed anche per una lingua alta, solenne ed aulica.

E c'è una occasione, l'SMS appunto, in cui l'abrogazione di vocali e segni di interpunzione e la sostituzione di doppie e consonanti (quando non anche di intere parole con altre mutuate dalla lingua d'albione e dotate del solo pregio di essere più corte delle corrispondenti nostrane) hanno un significato preciso e una giustificazione: il contenimento della lunghezza del messaggio nei famigerati 160 caratteri e la rapidità di digitazione sulle infernali tastiere a disposizione dei cellulari.

Dovrebbe però la sapienza dell'oratore o dello scrivente indurre ad adottare l'uno o l'altro registro a seconda delle circostanze ed evitare il lessico dei messaggini in un tema scolastico, in una relazione, in un curriculum o in un concorso pubblico.
Magari, già che ci siamo, anche in un forum.

L'altra obiezione è l'applicazione della regola della non ambiguità del messaggio, che è poi quell'esigenza che genera i tanto vituperati segni diacritici della nostra bella lingua. Non è facile infatti, in un italiano corretto, scrivere una frase che risulti di ambigua interpretazione per il lettore: "la vecchia porta la sbarra" è l'unico esempio che in una mezz'oretta ci sia giunto alla mente. Comunissimo invece nel SMSese il problema del misunderstanding (vocabolo anglosassone di lunga digitazione, ma di pregnante significato) del messaggio.


Ma poi, diciamocelo, ve la vedete una cosa tipo
nl 1/2 dl cmm di nostra vta m rtrovI x 1 selva oscura...

venerdì 4 settembre 2009

Segnali dal futuro


Non lo credevo possibile.

Ero abituato da anni di frequentazione di blog e forum assortiti a veder piombare valanghe di cospirazionisti come sciacalli sul "pezzo" e cominciare a farneticare allegramente e senza freni. Parliamo di quegli esperti da bar sport che traggono da un sussurro, una foto, un mezzo filmatino sgranato, le smoking guns dei più beceri e fantasiosi complotti della storia.

E invece i commentatori sul blog di "segnali dal futuro" stanno dando davvero un bel segnale in tema di complottismo. Ad esempio il thread di commmenti sulle farneticazioni undicisettembrine di Giulietto Chiesa ha preso una piega che, scommetto un quintale di biada contro una zolletta di zucchero, il nostro guru complottista non si aspettava di certo: smontato su tutto il fronte.

Davvero, un bel segnale dal futuro, per chi lo sa leggere.
Significa che non tutti sono ottenebrati dall'ideologia o dal desiderio più o meno conscio di attribuire i grandi eventi delittuosi della storia a forze, occulte sì, ma in fondo in fondo ancora amiche.

Frattanto gli amici di Perle pubblicano un interessante articolo che provoca un sorriso davvero amaro sulle incoerenze cui Uicchi ItaGlia ci ha ormai tristemente abituato.

martedì 11 agosto 2009

Memento mori, memento vivere



Ogni tanto, è una lezione da riascoltare.

Sulla sua storia, consiglio il post di Domenico.

Ritorno al presente


1200 km. fra i 110 e i 129, mezz'occhio al tachimetro e al navigatore, mezzo ai tutor in alto sopra la testa e ai cartelli stradali e mezzo soltanto a disposizione del traffico.
Un orecchio in allarme in attesa della sirena del navigatore per gli autovelox e uno ad ascoltare i suoni fuori dal veicolo.

L'alternativa, quasi più rischiosa per un somaro come il sottoscritto, era quella dell'andata: allarme del navigatore tarato sui 120 e un'oretta buona in più a cercare di resistere alla noia e all'abbiocco di un viaggio a suon di rrr...rrr...rrr... e monotonia totale.

Funziona, il sistema dei tutor, indubbiamente: il traffico era molto regolare e non c'erano i classici missili che sfrecciano a suon di lampeggi tra una corsia e l'altra.

Forse, però, in condizioni di traffico scarso, un bel 150 su un'autostrada a 3 corsie non sarebbe poi così delirante e delinquenziale.
Se non altro, non si correrebbe il rischio di addormentarsi per eccesso di noia, né di schiantarsi mentre si guarda il tachimetro invece della strada.

Intanto, senza sorprese, le donne-donne hanno stravinto il nostro piccolo sondaggino tra maschietti. Chissà che un giorno non passi di qui un guru della comunicazione a riscoprire il bello della genuinità.

Benritrovati a tutti!

mercoledì 22 luglio 2009

Donne vere?


E' estate, tempo di ferie e argomenti frivoli e spensierati.
La voglia di cazzeggio è forte (come sempre) e a breve somaro e asinella se ne partiranno per le vacanze.

Apro un paio di settimanali e, chiacchierando con la mia dolce e somaresca metà, mi viene un'ideuzza per un pensierino da lasciare ai miei trenta lettori.

Il vostro somaro, infatti, appartiene ad una generazione cresciuta con dei miti femminili piuttosto variegati.

C'era la Muti (ancora "originale"), c'erano la Giorgi, la Fenech e la Antonelli sul grande schermo.
E in tv, niente veline, ma c'erano la Goggi, la Parisi e la Russo.
Per i più scafati, Cicciolina e Moana Pozzi erano al top delle aspettative oniriche.
Tante donne molto diverse tra loro, ma tutte affascinanti, tutte dotate di una loro individualità e di un loro stile.

Oggi, sfogliando i giornali o guardando la tivvuuù, si ha come l'impressione di vedere ovunque lo stesso viso, ovunque lo stesso fisico, immancabilmente dotato di labbra botuliniche e tette siliconiche (mi scusino le lettrici per l'uso del termine, prettamente maschilista!). Ed anche le pose, studiate fin nei dettagli, sembrano spesso uscire da un unico clichè.

Il dubbio e il sondaggio sorgono spontanei: sono dunque ormai un decrepito equino in preda alla nostalgia per i "vecchi tempi" o il mondo dello spettacolo di oggi dovrebbe rivedere qualcosina dei suoi canoni estetici e della sua standardizzazione a suon di gommapiuma?

Naturalmente il mio è un punto di vista prettamente maschile.
Le lettrici che lo volessero, sono libere nei commenti di esprimere analoghe considerazioni sui maschietti dello star system.

A voi l'ardua sentenza, nei commenti e nell'allegato sondaggio.

p.s.
Sarò via, in questi giorni.
Fate i bravi: niente penne troppo scapestrate (anche perché sarà attiva la moderazione commenti).

E, come sempre, occhio ai venditori di bufale!

sabato 18 luglio 2009

Game Over


Finalmente!

E' dal lontano 1974, quando Bill Kaysing pubblicò il suo "We Never Went to the Moon: America's Thirty Billion Dollar Swindle" che i cosiddetti Lunacomplottisti si inventano le cose più strampalate per spiegare al contrario ciò che è evidenza storica e scientifica: l'uomo è stato sulla Luna eccome, ne ha riportato souvenir e vi ha lasciato un po' di monnezza ipertecnologica da turista spaziale, insieme ad alcuni strumenti scientifici come il "Lunar Laser Ranging Retroreflector Array".

Oggi, ma ancor più fra pochi giorni quando avremo immagini con risoluzione doppia o tripla, siamo in grado di ammirare le fotografie che il Lunar Reconnaissance Orbiter, la sonda della NASA in orbita attorno alla Luna, ci invia dei siti degli allunaggi.

In questo articolo le prime immagini dei Lem di Apollo 11, 14, 15, 16 e 17: Eagle, Falcon, Antares, Orion e Challanger.
Manca solo il 12, che sarà fotografato nel corso dei prossimi passaggi della sonda.

Vedremo quanto sapranno rendersi ridicoli i lunacomplottisti per "spiegare diversamente" anche queste immagini.

E che sia la fine che attende tutte le bufale che impestano il web: dal complottone dell'11/9 alle scie cOmiche, passando per guaritori e medicastri che speculano sulla salute altrui.

Una prece.

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Angolo delle segnalazioni.
Si occupano della vicenda, con vari approfondimenti anche:
Complotti Lunari
Paolo Attivissimo
Deliri di un Tangredi
La sezione "SPeciale 40 anni" di Crono911

Ilenia Visca e Paolo Monasterolo

Riprendo con Copia Incolla il post di Paolo Attivissimo Il Disinformatico: Ilenia Visca non �un hacker, �una vittima

Ho segnalato pochi giorni fa l'appello-bufala che circola fra gli utenti di Facebook e che segnala il presunto pericolo per una "Ilenia Visca" e per un "Paolo Monasterolo", definiti "hackers" che ruberebbero dati personali.

Non è vero nulla, come al solito, ma la differenza importante rispetto ad altri falsi allarmi che segnalavano untori di questo tipo è che Ilenia e Paolo esistono veramente e stanno subendo un danno professionale non indifferente: i loro nomi, a causa di questa storia, adesso figurano in Google come vandali informatici.

Ilenia mi ha infatti contattato e ha pubblicato un commento in questo blog nel quale ha spiegato di essere "vittima di uno scherzo su facebook fatto da un amico", che evidentemente non s'è reso conto delle conseguenze del suo gesto: "la prima cosa che compare [su] google è che sono un hacker." Aggiunge: "mi hanno inviato insulti, mi han fatto strane proposte di lavoro, mi hanno chiesto di fare magie ai loro computer e allora...stufa di rispondere che io non ero un hacker ma avevo solo un amico poco corretto, mi sono tolta da facebook. tutto questo ovviamente sta accadendo anche al mio compagno."

E chiede aiuto: "Questa situazione mi sta creando non pochi problemi. Come posso fare?"

A parte dare il benservito al suo amico, l'unica soluzione che mi viene in mente al momento, in attesa che l'amico si faccia vivo e faccia un atto pubblico di contrizione, è chiedere a tutti di linkare il più possibile questo articolo nei vostri blog, siti e pagine Facebook, in modo che chi cerca il suo nome in Google trovi la spiegazione della reale situazione di Ilenia e Paolo.

Se avete in mente altre soluzioni che non coinvolgano un grosso bastone nodoso e permettano di contrastare questa stupidata, segnalatele nei commenti qui sotto.


A volte, sarebbe utile collegare il cervello prima della tastiera.

martedì 14 luglio 2009

Apollo 11 - autoproduzione filmato HD

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Davvero affascinante l'idea del nostro Disinformatico Paolo Attivissimo di acquistare alcuni spezzoni video HD (disponibili a pagamento in alta risoluzione e completamente restaurati) riguardanti la missione Apollo 11 e farne un documentario autoprodotto:

Il Disinformatico: Sbarco sulla Luna del 1969 in HD

Data la notevole cifra necessaria per l'acquisto degli spezzoni, si è pensato di dividere la spesa tra i tanti lettori del Disinformatico ed altri appassionati delle spedizioni lunari.
Il risultato, messo a disposizione gratuitamente, compenserebbe ampiamente la modesta spesa individuale iniziale.

I dettagli sul blog di Paolo Attivissimo.
A presto notizie per chi, come il sottoscritto, fosse interessato a partecipare!

Aggiornamento!
Paolo Attivissimo ha pubblicato un nuovo articolo con precisazioni sul progetto.
Sul suo blog "Complotti Lunari" il link per partecipare all'acquisto dei filmati per il documentario.

Sciopero?


"Non e' il concetto di diffamazione che è in discussione ma le modalità. Talmente assurde da essere inapplicabili, quindi applicabili con estrema discrezionalità solo in casi particolari. Di solito, quelli in cui chi si sente leso ha dietro uno studio di avvocati".


E' parte del commento di Gianni Comoretto a questo post di Paolo Attivissimo sul cosiddetto "sciopero dei blog" di oggi.

"l'informazione in Rete finisce con l'essere svilita ad un'attività pericolosa, onerosa e mal retribuita o, nella più parte dei casi, non retribuita affatto"


E' il punto conclusivo del bell'articolo di Punto Informatico dedicato al maxi emendamento del governo.

La mia somaresca opinione ricalca entrambe queste posizioni, con qualche precisazione.

Sarà che io, a differenza di Paolo, sono italiano e sono abituato a leggi fuori misura, fuori dalle righe e capaci solo di usare un cannone per sparare alle formiche.
Sarà che sono abituato alla disarmante superficialità cui sono avvezzi i nostri parlamentari e i nostri governanti, che produce la pletora di leggine e leggette e rettifiche e rimaneggiamenti che rendono il nostro corpus giuridico il più vasto (e il più inapplicabile) del mondo.
Con queste premesse, credo eccessiva la provocazione di Paolo che invoca il ricorso alle risorse della Rete, dall'anonimizzazione e l'hosting sicuro fino addirittura alla crittografia e l'hacking, di fronte alla palese assurdità di una legge miope e ingiusta.

Ma non posso fare a meno di constatare con amarezza come una volta di più il legislatore abbia prodotto la solita legge di facciata, da spacciare al "popolino" come tutela della reputazione dell'individuo ed che è invece solo paralizzante della libertà di parola.

Ché, con questa legge, i venditori di bufale continueranno a spacciare i loro prodotti truffaldini, i santoni e i guaritori continueranno a irretire i più deboli, i falsi ricercatori e i "venditori di Verità" continueranno a distribuire liberamente i parti delle loro fantasie oniriche.

E a dover tacere sarà solo qualche somaro qua e là, preoccupato di trovarsi una "controparte" ben fornita di avvocati e legulei assortiti.

lunedì 13 luglio 2009

Settimana lunare

Manca una settimana alla grande ricorrenza.
Lunedì prossimo, suppongo lo sappiate bene tutti, scatta il quarantennio della prima missione lunare dell'umanità.

"One small step for a man, one giant leap for mankind": non c'era davvero modo migliore per racchiudere l'enormità di quell'istante in poche parole.

Non c'è lo spazio, qui, né il tempo, per ricostruire quell'epopea grandiosa, nata dalle esigenze di propaganda politica degli anni della guerra fredda, ma culminata in una delle gesta più clamorose dell'umanità: l'uomo pone piede per la prima volta su un corpo celeste diverso da quello cui Dio o il caso, a seconda delle opinioni, lo ha destinato.

Propongo perciò di consacrare questa settimana proprio alla (ri)lettura delle storia di quell'avventura, che se lo merita davvero.

Perché oltre alle grandi emozioni, oltre alle tante scoperte scientifiche e all'avanzamento della conoscenza del nostro satellite, la conquista della Luna ha portato enormi ricadute tecnologiche: la NASA ha calcolato oltre 160.000 fra brevetti, perfezionamenti e nuove tecnologie. In altre parole, se state leggendo questo post, potete ringraziare il programma Apollo, così come quando mandate un sms o usate la calcolatrice tascabile al posto del regolo.

Punto di partenza per la nostra ricostruzione, il blog di Paolo Attivissimo "Complotti Lunari", in cui ci si occupa, oltre naturalmente allo sbufalamento delle varie teorie del Moon Hoax, anche di tutte le cose più curiose, particolari, dettagli poco conosciuti degli anni dell'esplorazione lunare. Davvero affascinante.
Lì troverete anche i link ai principali e più interessanti siti sull'argomento.

Anche Discovery Channel dedicherà una serie di documentari interessanti all'argomento, in questi giorni.

Infine una chicca: il faccia a faccia del nostro Paolo Attivissimo con Aldrin a Roma.

domenica 12 luglio 2009

Due segnalazioni spot

Come sapete, quando il tempo è poco ossia scarseggia (cioè spesso, purtroppo) parassitosamente (si può dire?) sfrutto il lavoro degli altri, con un bel post di pura segnalazione. D'altra parte è questo un benefit che l'NWO mi ha concesso, insieme alla carica onorifica di Gran Propagandiere ed è giusto dunque che ne approfitti clamorosamente.

Veniamo dunque alle due segnalazioni del giorno.

La prima riguarda un nuovo post di WeWee, dedicato alla grande cospirazione dei medici. Dovete sapere infatti che santoni e ciarlatani assortiti, quando gli si chiede perché si riducano a vendere per vie strane le loro presunte medicine del miracolo, ricorrono spesso a questa tesi preconfezionata: perché i medici sono tutti parte di un gran complottone, insieme alle case farmaceutiche, alle assicurazioni, ai laboratori di ricerca e a... Archimede, Pico de Paperis e Eta Beta, che tacciono per paura.

La seconda ci porta a una sorta di possibile loop informatico. Il nostro Disinformatico Paolo Attivissimo infatti ha dedicato a sua volta un articolo alla vicenda del Coniglio Alieno oggetto di questo post.
Ringrazio ancora Paolo per l'attenzione che ci ha dedicato.
E consiglio la lettura del suo articolo, davvero spiritosissimo!

mercoledì 8 luglio 2009

Zero^2 (in fila per sei col resto di 2)

A quanto sembra, leggendo qui, è andata male.

E dunque, il nostro ex-europarlamentare si prepara a rilanciarsi in attività che, forse, gli sono più congeniali.

Zero al quadrato (che fa sempre e comunque zero, che spera di tirarci fuori?):

Ci torneremo sopra nel secondo film che faremo, e che stiamo già allestendo

e scie cOmiche a go go...

In proposito, gli amici di Perle tornano ad occuparsi del nostro in questo articolo esilarante!

Solo uno spunto, a proposito di zero:

Il mio lavoro d’indagine è cominciato il 12 settembre, quindi subito, perché per me era evidente fin dall’inizio che la spiegazione che era stata data non fosse plausibile.

In altre parole, ha capito che "la spiegazione che era stata data non fosse plausibile" prima che la spiegazione, come la chiama lui, venisse data.
Questo sì che si chiama anticipare i tempi!
Fantastico.

Chissà che alla fine non finisca anche lui travolto da "La caduta del complottismo":



Grazie a WeWee per il filmato esilarante!


Dulcis in fundo, va beh, facciamolo contento, pover'uomo. Pare che ci tenga a diffondere in giro le sue paranoie personali:



Tanto è la "Settimana del video cOmico"! LOL

Chi Crasso l'ha visto?

martedì 7 luglio 2009

Capohacker, mio capohacker





Ricevo da un amico e, volentieri, pubblico:

Peer Guardian (come dice il nome del programma) è un guardiano per il P2P, la pratica illegale di file sharing (scambio file)*. E' infatti tra i software più osannati da chi scarica musica e altro dalla rete, dato che blocca i peer "fasulli" ovvero quelli che si inseriscono per conto dei proprietari del copyright, le case discografiche, enti di controllo e protezione dei diritti d'autore governativi (SIAE), ecc.
Con Peer Guardian si può anche bloccare tutto il traffico sulla porta 80 (ovvero il normale traffico http) impedendo così che venga tolta banda allo scarico illegale.
Il topo perde il pelo ma non il vizio...
**



Ai lettori l'ardua sentenza:
Di chi si parla nell'articolo?
Chi me l'ha mandato?

In premio al primo che indovina entrambe le risposte, un Nanomungo Morgellonato con scappellamento a destra...


* N.B.: resta inteso che è errato attribuire a priori intenzioni malevole al meccanismo del P2P, che può essere utilizzato anche per lo sharing di contenuti propri e/o non coperti da diritti di copyright. E' un fatto tuttavia che l'uso prevalente sia quello segnalato dall'autore di questo post.

** Nota tecnica per chi non avesse una profonda preparazione informatica, come il nostro Comandante: Peer Guardian non è un firewall, ma solo un IP blocker. Non usatelo come firewall software.

lunedì 6 luglio 2009

Titan...ic ic... salute!


Forse non tutti sanno che il Titanic era già affondato una prima volta.
Ben 11 anni prima che ne cominciasse la costruzione!

Naturalmente non nella realtà, ma nella fantasia dello scrittore Morgan Robertson, autore di molti racconti a tema marinaro.

Il suo romanzo del 1898 Futility, che potete trovare qui nell'edizione integrale del 1912, o in questa pagina del Progetto Gutemberg, racconta infatti l'avvincente storia del Titan, senza "ic", la più grande nave del mondo, considerata inaffondabile. Sfortuna volle però che il Titan affondasse invece ad opera di un iceberg, nel nord Atlantico.

E le similitudini fra il Titan di Robertson e il Titanic della White Star Line non finiscono qui:

Costruzione:
- Il Titan viene costruito in Inghilterra.
- Il Titanic fu costruito in Gran Bretagna, a Belfast

Gli Inaffondabili:
- Il Titan è la più grande nave del mondo: 244 metri di lunghezza per 45.000 (70.000, ed. 1912) tonnellate di dislocamento, considerata "inaffondabile".
- Il Titanic era il più grande transatlantico del mondo: 269 metri di lunghezza per 52.000 tonnellate di dislocamento, considerata "inaffondabile".

Eliche e propulsione:
- Il Titan è euipaggiato con 3 eliche e due alberi, mossi da 40.000 (75.000, ed.1912) cavalli vapore.
- Il Titanic era euipaggiato con 3 eliche e due alberi, mossi da 46.000 cavalli vapore.

Compartimenti stagni:
- Il Titan ha ben 19 compartimenti stagni, fornite di 92 porte stagne.
- Il Titanic aveva 16 compartimenti stagni.

Le scialuppe:
- Il Titan porta "il minimo legale" di 24 scialuppe, meno della metà necessarie per le 3.000 persone imbarcabili.
- Il Titanic portava 20 scialuppe, meno della metà necessarie per le 3.500 persone imbarcabili.

La nave e l'iceberg:
- Il Titan colpisce un iceberg a tribordo, a 25 nodi di velocità, a 400 miglia da Terranova, verso la mezzanotte.
- Il Titanic colpì un iceberg a tribordo, 23 nodi di velocità, la notte del 14 aprile 1912 nel nord Atlantico, a 400 miglia da Terranova, alle 23.40.

L'affondamento:
- Il Titan affonda, portando con sé praticamente tutte le 3000 persone a bordo.
- Il Titanic affondò intorno alle 2.20 del mattino del 15 aprile, con 1517 dei 2207 passeggeri.


Preveggenza?
Qui, si fermerebbe l'articolo alla ricerca di scoop, il sensazionalista, il cospirazionista.

La vaccinazione fornitaci da anni di complottismo undicisettembrino ci impone però di ragionarci sopra. Vediamo un po', dunque, come potrebbero essere andate le cose.

Qui infatti finiscono le analogie. E cominciano le divergenze fra le due navi che evidenziano un vistoso difetto di selezione negli elementi da considerare.

- Il Titan del romanzo utilizza delle vele per aumentare la velocità, come si usava all'epoca della stesura del romanzo. Il Titanic non aveva vele di sorta.

- Il Titan è immaginato come una nave unica al mondo, mentre il Titanic era una di una serie di tre navi gemelle.

- Il Titan, nel romanzo, stava percorrendo il viaggio di ritorno verso Liverpool della sua terza traversata atlantica, mentre il Titanic si trovava all'andata da Southampton verso New York del suo viaggio inaugurale.

- Il Titan urta e affonda un'altra nave, prima di colpire il ghiaccio, mentre il Titanic fu prossimo a un incidente con la New York, ma non la colpì affatto.

- Il Titan urta il suo iceberg in mezzo alla nebbia ma rischiarato dalla Luna e non, come il Titanic, in una notte limpida ma senza Luna.

- Ciò che urta, inoltre, è una banchisa formatasi in seguito al ribaltamento del ghiaccio, sul quale la nave si solleva fino a ricaderle al fianco.

- Dei passeggeri del Titan sopravvivono solo 13 persone, mentre ben 705 persone furono salvate dal Titanic.

- Il Titan affonda quasi istantaneamente, mentre il Titanic impiega 2 ore e 40 minuti ad affondare.

Ma c'è di più. Quanto era difficile immaginare invece di prevedere alcuni di questi elementi, per l'autore del romanzo?
Robertson è figlio d'un capitano e conosce bene le navi e il mondo della navigazione.
Vuol scrivere una bella storia, vuol raccontare l'affondamento della più grande nave del mondo e vuole una vicenda avventurosa, nella quale un marinaio coraggioso salva una ragazzina dalla morte certa.

L'Inghilterra era, all'epoca, di gran lunga il maggior paese costruttore di navi transatlantiche. Dunque, nulla di strano nella cantieristica.

Data la sua preparazione, Robertson sarà dunque in grado di inventarsi la misura per la "più grande nave del mondo": oltre 200 metri di lunghezza. Sbaglia un po', in eccesso, col peso, ma il suo scopo è far sensazione, mica risparmiare carburante.
E' uno scrittore, mica un ingegnere.

Come la chiamiamo la più grande nave del mondo?
"Pollicin"? No. Suona male!
Guarda caso, poi, qualche anno prima della stesura di "Futility" è affondato un "Titania", in circostanze non molto dissimili.

"Unsinkable - indestructible, she carried as few boats as would satisfy the laws", scrive Robertson: la nostra nave immaginaria è inaffondabile, dunque, a che servono le scialuppe? Mettiamoci il minimo legale. Un po', purtroppo, il ragionamento che fecero alla White Star anni dopo.

Sapeva bene l'autore, poi, che la rotta battuta dai transatlantici di quegli anni è, in primavera e in particolare nel mese di aprile, resa molto pericolosa dalla presenza degli iceberg al largo della Groenlandia: era questo l'incubo di tutti i naviganti che si trovavano ad affrontare la rotta nordatlantica.

E sa ovviamente che le rotte dei transatlantici vanno dai porti inglesi, Southampton, e Liverpool in primo piano, a New York e viceversa.

Inoltre, il titolo originario del romanzo era, nell'edizione del 1898, solo "Futility", cambiato poi in "The Wreck of the Titan, or Futility", a sottolineare il nome della nave, solo nell'edizione del 1912.

Vista così già la questione suona un po' diversa: un eclettico scrittore, un Tom Clancy del XIX secolo (ricordiamo "Debito d'onore", in cui si immagina un attentato compiuto da un pilota kamikaze che schianta il suo 747 sul Campidoglio), che ambienta in modo quanto più realistico possibile le vicende avventurose che vuole narrare.

In altre parole, a volte, semplicemente, la finzione preannuncia la realtà.
E l'insegnamento, il vero insegnamento da trarre dalla fantasia di Robertson, come da quella di Clancy, è di non sottovalutare il nostro avversario.
Sia esso la forza della natura sia un barbuto ometto convinto di lottare per la gloria di Allah.

venerdì 3 luglio 2009

Conigli alieni...?

Articolo modificato dopo la pubblicazione iniziale.

Ricevo da WeWee e volentieri pubblico una brevissima debunkata del presunto "feto alieno" presentato da "Mistero" due sere fa.

Con due avvertenze.
Prima di tutto, WeWee giustamente fa notare che si tratta di un fake davvero penoso: vien da chiedersi come possa prenderlo sul serio una trasmissione di divulgazione, ehm, scientifica...?
In secondo luogo, una piccola avvertenza: alcune immagini possono risultare poco gradevoli. Di conseguenza, mi sono permesso di ridurne la dimensione: clickare per ingrandire.

Diamo dunque il via alla nostra generazione di un feto alieno.

Anche io voglio abortire un alieno.
Quanto dura la gestazione di un alieno? 9 mesi luce, qualcuno potrebbe dire...

Ma come possiamo fare anche noi ad abortire un feto alieno?
Si potrebbe sostenere che un'idea simile è davvero un parto, ma di una mente malata. Eppure qualcosa del genere è apparsa in TV, su Italia 1, in un programma che aveva l'intenzione di essere divulgativo o interessante ma ha finito per dare spazio a mitomani e deviati.

Una donna ad esempio, ha sostenuto di aver avuto 18 gravidanze "ibride" (risultato cioè del suo accoppiamento con un alieno) ed una di queste è finita tragicamente, con l'aborto del feto, di cui lei ha scattato alcune foto.

Ecco il feto alieno:
Dalla colorazione di quella che sembra una cute, si direbbe che si tratta di un corpo conservato in formalina (quel colore e marrone-grigio è tipico).


Vogliamo abortire tutti assieme un feto alieno?
Seguitemi.

Prendete una lepre, meglio se non troppo grossa:








Scuoiatela, più o meno così, eliminando le interiora, le orecchie e la parte finale delle zampe:




Fondamentale, l'accortezza di tagliare le orecchie al nostro povero coniglio:




Al termine, invece di metterlo inutilmente sotto formalina, potete sempre scegliere di farne un buon salmì...




Aggiornamento:
Oltre al Disinformatico, in questo articolo davvero spiritoso, anche Massimo Polidoro si è occupato dell'Alieno al Salmì, anche con nuove immagini.