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sabato 31 ottobre 2015
sabato 25 aprile 2015
Il quesito delle mollette - Risposta compresa
E' un po' che non esco dalla miniera.
Oggi ho voglia di cazzeggio ed ho deciso di lanciare una sfida dell'antica serie "I quesiti del somaro".
In palio, per il fortunato solutore del quesito, una settimana di vacanze sul pianeta Trxqqxyzrrr, da cui provengono tutti i rettiliani del Nwo.
Ma veniamo all'imprevedibile domanda, che diventerà certo un tormentone dell'estate in arrivo: cos'ha di diverso l'ultima molletta in basso rispetto alle altre 4?
La soluzione, se nessuno saprà darla prima, naturalmente, fra qualche giorno su questo stesso canale: non cambiate per la pubblicità.
Buon 25 aprile a tutti.
Aggiornamento del 29 aprile:
La risposta, come ho scritto in un commento, contiene una vena polemica e provocatoria, dalla vena leggermente qualunquista ma altrettanto basata su una casistica accertata.
La molletta "diversa", infatti, è stata acquistata in Francia una dozzina di anni fa, durante una vacanza.
Il set di mollette in questione è, a tutt'oggi, completamente integro: neanche un pezzo rotto od usurato.
Delle altre, regolarmente acquistate in Italia nel corso degli anni successivi, non restano che poche sopravvissute per ciascun set (fa eccezione la penultima, celeste, acquistata solo un paio di mesi fa). Eppure tutte sono conservate ed utilizzate insieme, nello stesso luogo e nello stesso ambiente.
La vena polemica nasce dal dubbio amletico: com'è che in Francia dodici anni fa si producevano e vendevano mollette più robuste di quelle che si producono/vendono in Italia oggi?
Oggi ho voglia di cazzeggio ed ho deciso di lanciare una sfida dell'antica serie "I quesiti del somaro".
In palio, per il fortunato solutore del quesito, una settimana di vacanze sul pianeta Trxqqxyzrrr, da cui provengono tutti i rettiliani del Nwo.
Ma veniamo all'imprevedibile domanda, che diventerà certo un tormentone dell'estate in arrivo: cos'ha di diverso l'ultima molletta in basso rispetto alle altre 4?
La soluzione, se nessuno saprà darla prima, naturalmente, fra qualche giorno su questo stesso canale: non cambiate per la pubblicità.
Buon 25 aprile a tutti.
Aggiornamento del 29 aprile:
La risposta, come ho scritto in un commento, contiene una vena polemica e provocatoria, dalla vena leggermente qualunquista ma altrettanto basata su una casistica accertata.
La molletta "diversa", infatti, è stata acquistata in Francia una dozzina di anni fa, durante una vacanza.
Il set di mollette in questione è, a tutt'oggi, completamente integro: neanche un pezzo rotto od usurato.
Delle altre, regolarmente acquistate in Italia nel corso degli anni successivi, non restano che poche sopravvissute per ciascun set (fa eccezione la penultima, celeste, acquistata solo un paio di mesi fa). Eppure tutte sono conservate ed utilizzate insieme, nello stesso luogo e nello stesso ambiente.
La vena polemica nasce dal dubbio amletico: com'è che in Francia dodici anni fa si producevano e vendevano mollette più robuste di quelle che si producono/vendono in Italia oggi?
mercoledì 5 maggio 2010
I quesiti del somaro: la tazza bollente
Gli aficionados si ricorderanno della bella discussione nata tanto tempo fa sul problema esistenziale della colazione: si raffredda prima il tea lasciato nel bollitore o quello versato nelle tazze?
Vennero fuori parecchi spunti carini, nonché la splendida idea di Mastrocigliegia sul metodo empirico di verifica a mezzo cera fusa. Tra l'altro l'ho ricercata per linkarla ma non riesco a ricordare dove diavolo si fosse sviluppata: mi pareva sul blog del Gran Visir ma non ne trovo traccia. Chi si ricorda?
Oggi, ci riprovo con il tea di mezza mattinata, in ufficio stavolta, che ha sollevato una nuova questione tra il vostro somaro prediletto e un suo collega (di lavoro, non di raglio).
Antefatto, premessa e dati di base:
1) prendere un bicchiere di plastica forato.
2) usarlo nella macchinetta del caffè come contenitore per il tea del mattino.
3) con un balzo leggiadro (si fa per dire, vedi foto a corredo) per evitare di inzozzare interamente i pantaloni (e chi la sente la mia asinella poi!) mettere il bicchiere forato in un altro bicchiere equivalente
4) il livello del tea nei due contenitori (quello interno e quello esterno) tenderà ad equilibrarsi per il principio dei vasi comunicanti.
IL Quesito:
Somarescamente presumo possano intervenire altri fattori fisici, ad esempio dovuti alla viscosità dell'acqua unita al ristrettissimo spazio a disposizione del tea fra le pareti dei due contenitori, a far sì che il livello raggiunto dal tea medesimo non sia effettivamente perfettamente equilibrato.
Dunque la parola a gnegneri, gneologi, fisicacci e amici di Sir Lipton Ice Tea. Si apra la tenzone!
Vennero fuori parecchi spunti carini, nonché la splendida idea di Mastrocigliegia sul metodo empirico di verifica a mezzo cera fusa. Tra l'altro l'ho ricercata per linkarla ma non riesco a ricordare dove diavolo si fosse sviluppata: mi pareva sul blog del Gran Visir ma non ne trovo traccia. Chi si ricorda?
Oggi, ci riprovo con il tea di mezza mattinata, in ufficio stavolta, che ha sollevato una nuova questione tra il vostro somaro prediletto e un suo collega (di lavoro, non di raglio).
Antefatto, premessa e dati di base:
1) prendere un bicchiere di plastica forato.
2) usarlo nella macchinetta del caffè come contenitore per il tea del mattino.
3) con un balzo leggiadro (si fa per dire, vedi foto a corredo) per evitare di inzozzare interamente i pantaloni (e chi la sente la mia asinella poi!) mettere il bicchiere forato in un altro bicchiere equivalente
4) il livello del tea nei due contenitori (quello interno e quello esterno) tenderà ad equilibrarsi per il principio dei vasi comunicanti.
IL Quesito:
Somarescamente presumo possano intervenire altri fattori fisici, ad esempio dovuti alla viscosità dell'acqua unita al ristrettissimo spazio a disposizione del tea fra le pareti dei due contenitori, a far sì che il livello raggiunto dal tea medesimo non sia effettivamente perfettamente equilibrato.
Dunque la parola a gnegneri, gneologi, fisicacci e amici di Sir Lipton Ice Tea. Si apra la tenzone!
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