sabato 25 giugno 2016

Brrr...exit

Ormai non si parla d'altro, a volte con cognizione, a volte a sproposito.

Il mio pensiero resta quello che ho già esposto in molte occasioni: la democrazia diretta è roba per popoli molto evoluti e molto preparati e magari composti di poche migliaia di cittadini. In un paese abitato da milioni di persone prive di "strumenti conoscitivi adeguati" (palese eufemismo. Leggasi "popolo bue") è assolutamente inaffidabile.

Particolarmente gustosa l'affannosa ricerca "a posteriori" del suddetto popolo sul significato della crocetta apposta giusto il giorno prima. E altrettanto gustosa la crescita esponenziale di coloro che chiedono di "ripensarci".

Certo, questa è anche un'occasione importante per chiederci "cosa sia questa Europa" di cui ci riempiamo la bocca da decenni senza minimamente occuparci di costruire quello che conta davvero: una visione unica e coordinata almeno in materia di politica estera, fiscale e di difesa. Bastioni che si sarebbero dovuti imbastire come minimo appena dopo aver costruito l'unità monetaria che, anzi, sarebbe dovuta essere una conseguenza e non una premessa alla costruzione di un'Unione degna di tal nome.

Già che ci siamo, riflettiamo anche un po' sulle chiacchiere delle sirene di passaggio, che di "Farage" assortiti trabocca ormai la politica de noantri...

martedì 22 dicembre 2015

Buon Natale

Beh, ragazzi, che dire...
A tutti buon Natale e un 2016 ricco di soddisfazioni!

mercoledì 2 dicembre 2015

Il risultato


Chi mi segue da tempo sa bene quanto io abbia sempre sostenuto che l'esito finale di questo atteggiamento puerile e semplicistico per cui, se minori, si è automaticamente "bambini" sarebbe stato deleterio. E infatti, eccolo, il risultato dell'approccio con cui questo paese tratta i "bambini" sotto i diciotto.

E' ora di ripensarci. Di considerare che se concediamo a un tredicenne di iscriversi a Faccialibro, a un quattordicenne di guidare un motorino, a un sedicenne di guidare una mezza moto, evidentemente stiamo ammettendo in loro una progressiva maturazione, sufficiente per prendere alcune scelte e compiere alcune attività in autonomia.

E allora perché non dovrebbero sapere (o imparare sulla loro pelle) che un'aggressione è punita "con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a trecentonove euro" (Art. 581 C.P.)?

Bellissimo!

Beve acqua da caraffa con una goccia di vino, omeopata in coma etilico

Ma anche questa non è male... 

mercoledì 18 novembre 2015

Contrasti

Antoine Leiris, autore di questo mirabile scritto, ha tutta la mia stima per l'umanità e la capacità di riassumere ciò che potremmo considerare un piccolo sunto del pensiero occidentale moderno con le sue parole e il suo pensiero.

Confesso che, fossi al suo posto, non so se riuscirei a vivere l'orrore con tanta razionalità e a rinchiudere il mio dolore dentro il cuore, senza lasciarlo esplodere in vero odio, non verso un intero mondo, ma certo verso le ideologie distorte che di Islam si nutrono e nutrono menti meschine incapaci di autentico Pensiero.

Poi, ad aggravare la sensazione di amaro in bocca, si uniscono notizie come questa.





martedì 17 novembre 2015

Alberi di Natale

Stamattina c'era una leggera foschia, da queste parti. Diciamo che da casa non riuscivo a vedere bene la rotonda situata a circa 300 metri di distanza.

Puntualissimi, c'erano diversi "alberi di Natale ambulanti" con accesi i fastidiosissimi retronebbia.

Eppure il Codice della Strada è chiaro in proposito (grassetto mio):
i) luce posteriore per nebbia: il dispositivo singolo o doppio che serve a rendere più visibile il veicolo dalla parte posteriore in caso di forte nebbia, di pioggia intensa o di fitta nevicata in atto;
(Art. 151. Definizioni relative alle segnalazioni visive e all'illuminazione dei veicoli a motore e dei rimorchi.)

E il sito della Polizia di Stato ancora più chiaro (grassetto sempre mio):
accendere la luce posteriore per nebbia quando la visibilità sia ridotta a meno di 50 metri in caso di nebbia, di pioggia intensa o di fitta nevicata in atto.
È vietato l’uso di questi dispositivi luminosi al di fuori dei casi indicati.

sabato 31 ottobre 2015

giovedì 29 ottobre 2015

Ciò che non si può affrontare

Ci sono vicende umane che spezzano il cuore.

Accidenti se è difficile mettersi nei panni dei genitori di Julianna Snow. C'è da rimetterci il cuore, oltre che il senno, specialmente se, come il sottoscritto, si è proprio nelle condizioni di essere padre di una piccola frugoletta.

Che una notizia simile scatenasse una polemica oltre i limiti del putiferio era prevedibile e scontato.

La scelta della bimba di rinunciare alle cure, alla prossima crisi respiratora, e preferire l'opzione di "andare in paradiso" è stata condizionata senza alcun dubbio dalla descrizione del paradiso fatta dai genitori come un luogo ove non avrebbe più dovuto soffrire e avrebbe potuto vivere una vita normale, come quella del fratellino e degli altri bambini. D'altra parte, i genitori hanno anche avuto la delicatezza di insistere sul fatto che non avrebbero potuto più passare il tempo tutti insieme e che lassù non avrebbero potuto seguirla, non subito almeno.

Non è difficile rendersi conto che una bambina di cinque anni non ha la maturità e l'esperienza necessarie a comprendere e metabolizzare adeguatamente l'idea della morte. E non possiede ancora razionalità sufficiente a capire che può sì sperare in una vita migliore dopo, ma può pure essere che dopo ci sia solo il buio e il nulla.

Ma cosa si dovrebbe mai dire a una figlia destinata comunque presto a morire? Destinata non solo a non poter mai fare una corsa nei prati col fratellino o gli amici, ma anche a non poter "diventare grande", a non studiare e lavorare, a non sognare e vedere infranti i suoi sogni, a non soffrire e gioire, a non innamorarsi e farsi una famiglia, a non diventare mai mamma lei stessa?

Cosa le si può offrire se non il proprio Amore e la speranza di non spegnersi nel nulla?

sabato 25 aprile 2015

Il quesito delle mollette - Risposta compresa

E' un po' che non esco dalla miniera.
Oggi ho voglia di cazzeggio ed ho deciso di lanciare una sfida dell'antica serie "I quesiti del somaro".

In palio, per il fortunato solutore del quesito, una settimana di vacanze sul pianeta Trxqqxyzrrr, da cui provengono tutti i rettiliani del Nwo.

Ma veniamo all'imprevedibile domanda, che diventerà certo un tormentone dell'estate in arrivo: cos'ha di diverso l'ultima molletta in basso rispetto alle altre 4?

La soluzione, se nessuno saprà darla prima, naturalmente, fra qualche giorno su questo stesso canale: non cambiate per la pubblicità.

Buon 25 aprile a tutti.


Aggiornamento del 29 aprile:

La risposta, come ho scritto in un commento, contiene una vena polemica e provocatoria, dalla vena leggermente qualunquista ma altrettanto basata su una casistica accertata.

La molletta "diversa", infatti, è stata acquistata in Francia una dozzina di anni fa, durante una vacanza.
Il set di mollette in questione è, a tutt'oggi, completamente integro: neanche un pezzo rotto od usurato.
Delle altre, regolarmente acquistate in Italia nel corso degli anni successivi, non restano che poche sopravvissute per ciascun set (fa eccezione la penultima, celeste, acquistata solo un paio di mesi fa). Eppure tutte sono conservate ed utilizzate insieme, nello stesso luogo e nello stesso ambiente.

La vena polemica nasce dal dubbio amletico: com'è che in Francia dodici anni fa si producevano e vendevano mollette più robuste di quelle che si producono/vendono in Italia oggi?