Cito direttamente dal blog amico "
Fuffologia", che ringrazio, questo bel
post dedicato al vaccino del
vaiolo, malattia ormai
estinta, proprio ed esclusivamente grazie ai vaccini.
Direi che è un ottimo spunto di riflessione per tutti i sostenitori delle "diverse verità".
Buona lettura:
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Il virus del vaiolo al
microscopio elettronico |
Il vaiolo è - anzi, era - una malattia virale terribile. Chi si
ammalava, dopo l'incubazione, era preda di febbri altissime, sete
feroce, vertigini, mal di testa lancinante. Dopo giorni di questa
tortura arriva un apparente miglioramento che però era seguito dalla
parte più terribile: spaventose pustole infette e purulente su tutto il
corpo (non riporto foto di persone infette, cercatevele e rabbrividite
da soli), di nuovo febbre altissima, dolori atroci, delirio e una
devastante prostrazione fisica. Era mortale per più di una persona su
cinque. I sopravvissuti erano marcati a vita da cicatrici deturpanti
sparse su tutto il corpo (Manuel Noriega, l'ex dittatore di Panama morto
pochi giorni fa, era detto faccia d'ananas proprio per le cicatrici del
vaiolo e non era di certo uno dei più devastati).
Il vaiolo è stato per tutta la storia dell'umanità una delle principali cause di morte fino a quando il medico-scienziato
Edward Jenner, nel 1798, non inventò il “vaccino”...
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Le lesioni del vaiolo dei bovini in
genere sono limitate alle mammelle |
Fu chiamato
vaccino proprio perché era ottenuto dalle mucche.
Anche i bovini possono contrarre il vaiolo ma è una forma molto meno
devastante di quella umana. Le poche pustole sono spesso solo sulle
mammelle. Pur non avendo la certezza che si trattasse della stessa
malattia (la scoperta del primo virus avvenne esattamente cento anni
dopo), Jenner notò che le mungitrici si ammalavano di vaiolo meno delle
altre persone.
Si rese contro che chi mungeva le mucche infette non solo non subiva
danni gravi (al massimo poche lesioni limitate alle mani) ma diventava
in qualche modo “invulnerabile” al vaiolo umano. La sua idea era che
l'esposizione al
vaiolo vaccino proteggesse da quello umano.
Per mettere alla prova la sua ipotesi inoculò il
vaccino - del
liquido estratto dalle pustole sulla mano di una mungitrice - a un
ragazzino. Gli effetti furono limitati a gonfiore, una piccola lesione
nella zona dell'iniezione e qualche malessere passeggero. Dopo qualche
mese Jenner fece una cosa veramente terribile:
iniettò il vaiolo umano al ragazzo... che però, per sua e nostra fortuna, non si ammalò. Non si ammalò nemmeno le
venti volte successive che il medico, non pago, gli iniettò altre dosi di virus. Doveva proprio volergli un gran bene ;-)
Fatto sta che Jenner aveva ragione e James Phipps, così si chiamava il ragazzo, fu ricordato come il
primo vaccinato ufficiale della storia. Visse 65 anni, una vita lunga per l'epoca, e morì nella tenuta che Jenner gli regalò per essersi sottoposto all'esperimento.
L'ultimo malato di vaiolo è stato invece il somalo Ali Maow Maalin nel
1977. Grazie al vaccino, a chi si è vaccinato e a chi ha fatto vaccinare
i propri figli, una malattia spaventosa e terribile come il vaiolo non
esiste più e possiamo parlarne al passato.
James Phipps non fu però il primo a essere reso artificialmente immune alla malattia.
Da sempre si sapeva che chi era sopravvissuto alla malattia non la
contraeva più. Era anche noto che il vaiolo umano si presentava in due
forme:
variola minor e
variola maior. La prima forma era molto più leggera, con esiti quasi mai mortali, e non lasciava le terribili cicatrici del
variola maior. Chi si ammalava di
variola minor risultava poi immune al
variola maior.
In molte parti del mondo e in varie epoche ci si rese conto che contagiando le persone col
variola minor
- mettendole in contatto coi malati della forma leggera, per esempio,
oppure strisciando le croste dei contagiati sulla pelle graffiata, o in
altri modi - le si poteva rendere immuni al
variola maior.
Questa pratica, detta
vaiolizzazione, non era comunque esente da
rischi: chi veniva infettato poteva ammalarsi infatti della forma grave.
In questo modo però la mortalità si riduceva di oltre dieci volte;
tantissimo se si considera che in Europa il vaiolo era una delle prime
cause di morte.
Anche allora, naturalmente, c'era chi era contro questa pratica. Non era
prevista dalla Bibbia ed era immorale perché interferiva con la volontà
di Dio. Inoltre, come abbiamo visto, poteva essere pericolosa.
La pratica della vaiolizzazione cadde in disuso con l'introduzione del
vaccino di Jenner (anche se mia mamma mi raccontava che quand'era
piccola lei era ancora normale mettere i bambini a contatto con quelli
ammalati di morbillo o varicella perché non contraessero la malattia da
grandi). Non fu lo stesso per la contrarietà alle varie forme di
immunizzazione.
Il vaccino, reso ben presto obbligatorio per i bambini, trovò subito
degli oppositori: chi lo considerava una pratica anti-cristiana, chi una
cosa abominevole perché proveniva dalle bestie, chi dubitava
dell'efficacia, che lo riteneva pericoloso, chi invocava la libertà
personale, chi il diritto di disporre del proprio corpo e di quello dei
propri figli. Sono in buona parte le stesse cose che si sentono dire
oggi.
Col vaccino nasceva l'anti-vaccinismo, una malattia pericolosa (fosse
stato per loro il vaiolo continuerebbe a mietere vittime e a devastare
vite), resa oggi più contagiosa dall'avvento di Internet e contro la
quale purtroppo non esiste... vaccino.