C'era una volta un passaggio a livello automatico.
Scendevano le sbarre un minuto, un minuto e mezzo prima del passaggio del treno e risalivano tre secondi dopo che l'ultimo vagone era transitato.
Era l'unico così, nel raggio di chilometri.
E gli abitanti dei villaggi vicini lo apprezzavano per queste qualità.
Tutti gli altri passaggi a livello infatti erano stati colpiti dal maleficio di una perfida fattucchiera che veniva chiamata una volta "Ferrovie dello Stato": scendevano da un minimo di cinque a un massimo di quindici minuti
prima del transito del treno e rimanevano chiusi almeno 30/45 secondi
dopo l'ultimo vagone.
Questi ultimi perciò erano così invidiosi del loro compagno efficiente e veloce che decisero di correre ai ripari e ingaggiarono la fattucchiera perché colpisse anche il povero, piccolo, passaggio a livello di campagna.
Per non essere riconosciuta dagli abitanti dei villaggi, quest'ultima si era camuffata, facendosi chiamare con un nome solo apparentemente innocuo: Trenitalia. Con una costosa operazione magico-tecnologica alla fine la perfida fattucchiera riuscì nell'intento e sostituì i meccanismi e i comandi dell'efficiente passaggio a livello, nottetempo e dopo averlo sedato.
L'operazione fu piuttosto costosa ma raggiunse perfettamente l'obiettivo: oggi anche quel passaggio è come tutti gli altri e, come tutti gli altri, forma code chilometriche (e perfettamente inutili) ai due lati delle sbarre.
Complimenti vivissimi per l'involuzione tecnologica.
Nuovo episodio della serie con Adam Fitzgerald
4 settimane fa
1 commento:
Poi, c'è chi invece non ha pazienza :-D
https://photos.google.com/photo/AF1QipN1xtwAx_vs_gv1i8i10aosYxQXeIEmFsgyOe-v
Posta un commento