Ennesimo "colpaccio" dei complottisti d'oltreoceano ripreso con fanfare dalle solite grancasse italiote: Megachip, Pino Cabras, Antimafia duemila, per non parlare dei nostri amici circensi.
AE911Truth, uno dei più noti siti complottisti statunitensi, ha pubblicato una interessante (davvero...) intervista a Tom Sullivan, un ex dipendente della Controlled Demolition Inc. che sostiene la tesi che al WTC sia stata operata una demolizione.
Perché dico interessante?
Semplicemente perché l'intervista a Sullivan è un chiarissimo esempio di come opera il metodo complottista.
E l'acritico quanto roboante martellare dei siti italioti è un altrettanto splendido esempio di quanto sia "attento" certo giornalismo d'indagine nostrano.
I dettagli, naturalmente, su undicisettembre.
mercoledì 14 luglio 2010
martedì 13 luglio 2010
Sono famoso!
Parlano di me al Circo Massimo.
Una volta tanto che non c'entro nulla...
Saranno 3 anni che non metto quasi piede su Lc.
D'altra parte, se lo dicono loro che sono i "Ricercatori della Verità" che indagano da 9 anni sugli eventi dell'11 settembre (e sulle scie cOmiche, sulla terra cava, sulle più folli terapie pseudo mediche...)...
ROTFL
Una volta tanto che non c'entro nulla...
Saranno 3 anni che non metto quasi piede su Lc.
D'altra parte, se lo dicono loro che sono i "Ricercatori della Verità" che indagano da 9 anni sugli eventi dell'11 settembre (e sulle scie cOmiche, sulla terra cava, sulle più folli terapie pseudo mediche...)...
ROTFL
sabato 10 luglio 2010
Perché leggo sempre meno i giornali
A volte me lo chiedo.
poi capisco:
Il raggio della morte di Marconi (prima parte)
Il raggio della morte di Marconi (seconda parte)
Anche Perle complottiste si occupa dell' "articolo".
Credo che la loro conclusione sia l'unica possibile per una corbelleria di simile portata:
poi capisco:
Il raggio della morte di Marconi (prima parte)
Il raggio della morte di Marconi (seconda parte)
Anche Perle complottiste si occupa dell' "articolo".
Credo che la loro conclusione sia l'unica possibile per una corbelleria di simile portata:
Ora, che sul sito di Blondet si dia spazio a un'idiozia come quella del "raggio della morte" di Orbetello e delle centrali elettriche di "Pace e Crescita", non ci meraviglia più di tanto, conoscendo il soggetto.
Ma che Il Giornale pubblichi una simile baggianata è l'ennesima dimostrazione che i media italiani e la spazzatura sono la stessa cosa, ma almeno la seconda ha il vantaggio che si può riciclare...
mercoledì 23 giugno 2010
domenica 13 giugno 2010
mercoledì 9 giugno 2010
Democrazia della scienza?
mercoledì 2 giugno 2010
Un uomo solo.
"Ad esempio, le persone con le lentiggini non sono considerate una minoranza da quelle senza lentiggini. Non sono una minoranza nel senso in cui la intendiamo. Perché? Perché una minoranza si considera tale solo quando costituisce una minaccia, vera o presunta, per la maggioranza. Ma nessuna minaccia è mai del tutto presunta. Qualcuno qui non è d'accordo? Se non lo siete, domandatevi solo: cosa farebbe quella minoranza se all'improvviso, dall'oggi al domani, diventasse maggioranza? Capite cosa intendo? Bene, se non lo capite, pensateci su.Spazio ai commenti.
"Perfetto. Qui i liberal - inclusi più o meno tutti voi, credo - intervengono: le minoranza sono persone come noi! Certo, però persone, non angeli. Ovvio, sono come noi - ma non esattamente come noi; ecco qui l'isteria liberal che conosciamo anche troppo bene, quella che ti fa dire, non scherziamo, fra un nero e uno svedese non c'è alcuna differenza". Perché, perché George non ha osato dire "tra Estelle Oxford e Buddy Sorensen?". Se avesse osato, forse, ci sarebbe stata una risata oceanica, tutti si sarebbero abbracciati, e il regno dei cieli sarebbe cominciato proprio lì, nell'aula 278. Ma forse no.
"Dunque, prendiamone atto, le minoranze sono persone che probabilmente guardano, agiscono e pensano diversamente da noi, e hanno difetti che noi non abbiamo. Il loro modo di vedere le cose e di agire può non piacerci, e possiamo odiare le loro mancanze. Ed è meglio ammetterlo, anziché impiastricciare i nostri sentimenti con la melassa pseudoprogressista. Se siamo siceri con noi stessi, abbiamo una valvola di sicurezza, e se abbiamo una valvola di sicurezza, saremo meno inclini a perseguitare il prossimo... So che questa teoria oggi non è di moda. Continuiamo a credere che il modo migliore per togliersi dai piedi qualcosa sia di ignorarla, finché non sparisce.
"Dov'eravamo? Ah sì, ecco... Ora supponiamo che questa minoranza venga perseguitata per una ragione qualsiasi, politica, economica, psicologica - una ragione c'è sempre, per sbagliata che sia. Naturalmente la persecuzione in sé è un errore, sempre; sono certo che su questo siamo tutti d'accordo... ma il peggio viene adesso, perché qui incorriamo in un'altra eresia liberal. Poiché la maggioranza persecutrice è abietta, dice il liberal, è evidente che la minoranza perseguitata deve essere di una purezza liliale. Vi rendete conto della scemenza? Che senso ha proteggere i cattivi dalle persecuzioni dei peggiori? I cristiani nell'arena erano tutti santi? Tutti?
"E non è tutto. Ogni minoranza a suo modo è aggressiva. Provoca la maggioranza ad attaccarla. La odia - a ragion veduta, d'accordo. Ma odia anche le altre minoranze, perché le minoranza, fra loro, sono competitive; ciascuna afferma che le sue sofferenze sono le peggiori, e i torti che subisce i più infami. E più odiano, più vengono perseguitate, più si incattiviscono! Pensate che l'essere amati incattivisca? Non è vero, e lo sapete. Quindi perché essere detestati dovrebbe rabbonire? Quando vi perseguitano odiate ciò che vi sta capitando, odiate chi lo fa capitare; vivete in un mondo di odio. Su non riconoscereste l'amore in persona se lo incontraste! Sospettereste, pensereste che c'è sotto qualcosa - un secondo fine, un trucco...".
A questo punto George non sa più cosa ha provato o confutato, cosa sta cercando di dimostrare, e nemmeno di cosa sta parlando.
Può forse essere utile un riferimento preciso: Christopher Isherwood, Un uomo solo, Adelphi, 2010, pp. 56-57. L'opera è del 1964.
Ma anche no. Non vi dirò di più. Né da quale contesto nascano le parole che Isherwood mette in bocca a George, il professore protagonista del romanzo, né quali siano i tratti caratteriali, culturali e psicologici di George medesimo.
Certo è che le parole che leggiamo in questa accorata lezione, come tutta l'opera del resto, si prestano a ispirare una gran bella matassa di pensierini.
Che lascio in fardello a voi, miei fidi pensatori, mentre ritorno ancora per qualche tempo alla mia piccola miniera...
giovedì 20 maggio 2010
Tagliatelle alle sardine: l'altra faccia dell'idiozia
Un editore australiano, la Penguin Group Australia, ha pubblicato un libro di cucina intitolato The Pasta Bible. C'è di che esserne orgogliosi, dal punto di vista di noi italiani, anche se non ho modo di accertare se e quanto uno dei nostri vanti nazionali sia stato storpiato dalla cucina anglosassone.
Che c'è di strano, direte voi?
C'è che, a quanto pare, non sono il solo perseguitato dallo stramaledettissimo correttore automatico di Word, perché nella ricetta delle Tagliatelle con sardine e prosciutto si è verificato un piccolo refuso: al posto che "salt and freshly ground black pepper" la ricetta ha consigliato l'uso di altrettanto macinati di fresco black people!
C'è di che farsi una risata, in apparenza, e voltare pagina.
Invece no. Apriti cielo! In Australia le associazioni per la lotta contro il razzismo sono insorte e la casa editrice è stata costretta a ristampare 7.000 copie del volume per un costo di 20.000 dollari (presumo australiani).
Spero che a nessuno verrà in mente di pensare che il vostro somaro sia in qualsiasi modo razzista, però a me queste forme di estremismo fanno venire in mente solo una parola: idiozia.
Tanto più che ho letto spesso personalmente ricette autentiche che prevedono davvero l'uso di carne macinata di... somaro!
Che c'è di strano, direte voi?
C'è che, a quanto pare, non sono il solo perseguitato dallo stramaledettissimo correttore automatico di Word, perché nella ricetta delle Tagliatelle con sardine e prosciutto si è verificato un piccolo refuso: al posto che "salt and freshly ground black pepper" la ricetta ha consigliato l'uso di altrettanto macinati di fresco black people!
C'è di che farsi una risata, in apparenza, e voltare pagina.
Invece no. Apriti cielo! In Australia le associazioni per la lotta contro il razzismo sono insorte e la casa editrice è stata costretta a ristampare 7.000 copie del volume per un costo di 20.000 dollari (presumo australiani).
Spero che a nessuno verrà in mente di pensare che il vostro somaro sia in qualsiasi modo razzista, però a me queste forme di estremismo fanno venire in mente solo una parola: idiozia.
Tanto più che ho letto spesso personalmente ricette autentiche che prevedono davvero l'uso di carne macinata di... somaro!
mercoledì 19 maggio 2010
Che male fanno (parte terza)
Sta tutto scritto sugli articoli di WeWee e di Paolo Attivissimo.
Spero solo, di cuore, che qualche seguace degli alternativi, legga e ci ragioni sopra.
Un esempio, triste anch'esso, ce lo aveva dato tempo fa anche Gianni Comoretto.
Aggiornamento.
Mi permetto di copiare un commento fra i tanti che hanno coronato il dibattito sul post di Paolo.
Spero non me ne vogliano né Paolo, né l'autore.
Credo non occorrano commenti neanche a questo.
Caro Paolo,ho trovato il tuo articolo citato da Christian Rocca e da lì sei finito nel nostro forum hivforum.info.
Sono uno dei 120.000 sieropositivi italiani.
Nella sfiga, viviamo bene: siamo figli di un Paese ricco, la cui eccellente sanità paga a pie’ di lista i nostri esami e le nostre cure. La nostra aspettativa di vita, pur non essendoci ancora prospettive di guarigione, non è oramai molto inferiore a quella di una persona “sana”.
Ma abbiamo un problema: i luridi cani che, speculando sul dolore che la nostra malattia semina nelle menti di chi resta contagiato, vanno in giro a raccontare bestemmie, spingono gente debole a non curarsi, raccontano che l’HIV non esiste, che bastano le vitamine, l’argento colloidale e ogni altro genere di cazzate.
Tra noi, hanno addirittura una dignità culturale, si chiamano e vengono chiamati “dissidenti” quasi fossero dei Sacharov o dei Solženicyn e non invece rispettivamente dei creduloni e degli assassini.
Così, ogni tanto “ci scappa il morto”: uomini e donne che avrebbero potuto invecchiare tranquillamente, e che invece sono uccisi dalle teorie infami di questi spacciatori di disperazione.
L’unica cosa buona, è che muoiono anche i propalatori di queste menzogne.
Ecco, volevo ringraziarti, perché in questa battaglia per la razionalità e la fiducia nel metodo scientifico ogni tanto ci sentiamo soli: sapere di non esserlo fa tanto bene al cuore.
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