venerdì 27 luglio 2012

Asino al volo

Presissimo come al solito nel pre-ferie, mi permetto una doppia segnalazione volante: l'ennesima sparata di Grillo (e non ditemi che ce l'ho con lui!), cortesemente debunkata dagli amici di Perle Complottiste e il bellissimo post di McG sul Bosone, questo sconosciuto.

Torno sulla terra.
A presto.

giovedì 12 luglio 2012

Concert-azione



In un’economia e in una società moderna le parti sociali vanno consultate dal Governo, ma su gran parte delle materie pensiamo che debbano restare “parti”: vitali e importanti ma non dei protagonisti ai quali il potere pubblico delega le decisioni in una sorta di outsourcing

Esercizi profondi di concertazione in passato hanno generato i mali contro cui noi combattiamo e a causa dei quali i nostri figli e nipoti non trovano facilmente lavoro
Era ora che qualcuno lo dicesse con chiarezza.

Io resto pure un somaro ma mi risulta che sia dai vecchi tempi del corporativismo fascista che sindacati dei lavoratori e loro naturali contropartite, come le associazioni industriali, siano enti di diritto privato. E, come tali, la loro competenza a discutere col Governo della Repubblica non va oltre quella dello Spett. Circolo Boccette di Abbiategrasso.

E' evidente che la rappresentanza di interessi numericamente superiori rispetto a quelli dello Spett. Circolo succitato fa sì che sia opportuno in una società democratica che le parti politiche ascoltino le osservazioni di queste associazioni privatistiche. Ma è altrettanto evidente che i modi e i toni con cui le medesime hanno tante volte ingerito nelle decisioni dello Stato (che coinvolgono naturalmente la società civile in toto e non i soli loro consociati) sono stati assolutamente fuori misura, in questo paese.

Che il Governo governi, che il Parlamento (in mancanza di migliori soluzioni) legiferi.
Che le associazioni private parlino, scrivano, scioperino e invitino pure i loro iscritti a non votare più i cattivi bau-bau governanti.

Ma a ciascuno i suoi compiti.
Ecchebbeeep.

lunedì 9 luglio 2012

"agita batteria"

Torno da poco da un bel weekend marino e non ho voglia di affrontare una settimana che si preannuncia letteralmente da delirio.

E allora, che c'è di meglio di un bel post ridanciano?

Mi sembra onestamente di sparare sulla croce rossa, ma fa niente: Google Play, lo sa bene chi possiede un intelligent-fonino privo di marca mela, è quel servizio che Google gentilmente fornisce a chi cerchi app più o meno free per il suo Android. Com'è prevedibile, principali fruitori del servizio, sono milioni di ragazzi alla ricerca di nuove e meravigliose app con cui stupire amici (e amichette!).

Cosa c'è di meglio dunque per farsi due risate che dare un sguardo ai commenti cercando "Shake Charge" o "Solar Charger"?

Qualcuno, fortunatamente, capisce subito la burla e ne approfitta per commenti ridanciani.

Ma non mancano tantissimi commenti di questo tenore:

fa schifooooooooo
pessimo non funziona
Non funziona x niente mi da batteria al 60% esco dall' app e mi trovo la batteria a 43%
Non fa niente, pessimo!
Non funziona..uno schifo!
È 1kazzata nn va
Invece di caricare lo scarica. Non serve a niente. Se potesse darei neanche mezza stella
Sarò io... ma a me nn funziona assolutamente. PECCATO cmq. è un'ottima idea.
ma andate a quel paese mi ha scaricato la batteria di più. non scaricate
Da 60%a41in 5minuti!!!! Ma come fate a dire funziona!!!!????

E, naturalmente, le vere e proprie Perle:

non capisco....metto il cel in una stanza buia e mi dice ke si sta caricando.......

L'idea è geniale , peccato che il telefono esposto al sole si scalda e la batteria risulta carica anche quando non lo è, vado avanti a testarlo

A me stranamente funziona ed é un app fantastica

Il migliore (credetemi sulla parola perché non lo trovo più) è il tizio che dice di aver scaricato "shake to charge" e si lamenta che gli fa ormai male il braccio ma il telefono si carica troppo lentamente...

"Gioventù del mangime", direbbe nonno buonanima.

venerdì 29 giugno 2012

cri-cri 3

A molti non sarà sfuggita la polemica nata dall'intervista rilasciata da Grillo a Menachem Gantz, un giornalista del quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth.

Se ne parla, ad esempio, sul Corriere e se ne parla in un articolo su Giornalettismo.
Se ne parla, naturalmente, nella comunità ebraica italiana.

I contenuti dell'intervista sono assolutamente esemplificativi di quello che mi verrebbe da definire il "solito approccio" da parte del leader del movimento 5 stelle a una tematica estremamente delicata com'è la politica estera riferita ad una zona particolarmente calda del globo: semplicistico, demagogico, farcito di luoghi comuni degni di una perfetta discussione da aperitivo al Bar Gino, proprio sotto casa, fra un bianchino e una patatina, in attesa che la sciura Maria butti la pasta.

E non me ne voglia l'oste, né la sciura di turno.

Leggere per capire: Grillo non si fa mancare i soliti vagheggiamenti para-cospirazionisti, compreso l'onnipresente Mossad, né le solite fonti ben informate. Al consueto "cuggino", per l'occasione, si aggiunge la fine interpretazione geopolitica del "suocero".

Ma quello che più è interessante, imho, sono, come sempre le reazioni del popolo dei fedeli.
Basta il thread dei commenti su Giornalettismo.
Avanza, quasi.

giovedì 28 giugno 2012

Metodo.

Mi permetto una piccola correzione.

Le due categorie, in effetti, si somigliano parecchio. A volte sono contigue, a volte anche sottoinsiemi della stessa platea.

E lo dico da credente.

p.s.
Ebbene sì: l'ho copiato!  

martedì 26 giugno 2012

Recensione: John Battista. Bufale...


John Battista.
BUFALE – Manuale di difesa contro le balle dei media
Editori Internazionali Riuniti
ISBN: 978-88-359-9125-0


Per chi si interessa dei presunti complotti sugli eventi dell'11 settembre 2001 l'autore non è certo un nome nuovo.

John Battista è infatti fra i principali debunkers italiani delle fandonie nate nel corso degli anni sull'argomento ed è autore della più completa e documentata ricostruzione in italiano dei fatti di quel giorno, l'ebook Crono911, liberamente scaricabile dal sito crono911.org. Chi frequenta il web, riconoscerà inoltre la firma e la prosa scorrevole di Battista fra gli autori del sito giornalettismo.com, dove cura la rubrica periodica "doktordebunker".

In quest'opera affronta una tematica quanto mai attuale: come difenderci dalla proliferazione di vere e proprie "bufale" mediatiche sui media tradizionali - stampa e televisione in primo luogo - e sui nuovi: web e social network.

E' sempre più importante infatti imparare ad affrontare la capacità del web di trasmettere ed amplificare convinzioni personali assolutamente infondate e addirittura vere e proprie falsificazioni come se fossero informazioni riservate e segretissime rivelazioni. In egual misura, assistiamo oggi ad una crescente diffusione di trasmissioni incentrate sulla divulgazione di questi stesse leggende metropolitane e bufale mediatiche.

L'alternativa è rimanere vittima degli incanti di imbonitori televisivi interessati più allo share e allo scoop che all'indagine giornalistica e di veri e propri "spacciatori della Verità" del web interessati a volte anche alla vera e propria manipolazione politica del lettore meno accorto.

L'autore affronta a titolo esemplificativo una rapida carrellata delle più diffuse bufale mediatiche categorizzate per ambiti. Ci troviamo così ad affrontare via via alieni, Moon hoax, Triangolo delle Bermuda, fanta-archeologia e pseudoscienza assieme a bufale giornalistiche più o meno note. Fino ad affrontare pseudocure mediche e bufale scientifiche e addirittura temi particolarmente scottanti dell'attualità e della storia recente come le convinzioni popolari entrate ormai nel sapere condiviso, quasi fossero autentiche verità, su eventi tragici come la strage di Ustica o gli attentati dell'11 settembre o ancora l'omicidio Kennedy.

Pur con qualche semplificazione - inevitabile per contenere le dimensioni del volume, giacché ognuna delle tematiche affrontate richiederebbe almeno un saggio dedicato a sviscerarne in modo compiuto ed esaustivo le falsità e i miti - l'analisi di John Battista è sempre efficace e concisa e affronta direttamente le più evidenti dimostrazioni della manipolazione degli eventi fattuali che sta alla base delle singole bufale e delle singole "balle dei media".

La prefazione di Paolo Attivissimo, curatore del noto "servizio antibufale" sul web e membro, come Battista, del Gruppo di ricercaUndicisettembre, aggiunge una chicca in più a un libro che dovrebbe essere consigliato specialmente ai più giovani come vaccinazione preventiva alle tante false verità propagandate dal web e dai media di oggi.

martedì 12 giugno 2012

Bufale, Manuale di difesa contro le balle dei media



Consiglio la lettura di questa recensione di "Bufale, Manuale di difesa contro le balle dei media" di John Battista (con la prefazione di Paolo Attivissimo).

Consiglio poi di tornare a rileggere questo mini post di segnalazione, perché conto quanto prima di integrarlo con la mia recensione personale.

E consiglio infine e soprattutto di leggere il libro.

Da consigliare a tutti e specialmente ai ragazzi, i più soggetti a bersi acriticamente le favolette e le vere e proprie balle che impestano i  media tradizionali e non.
Anzi: dovrebbe diventare un libro di testo nelle scuole!

sabato 9 giugno 2012

Cri-Cri 2

Parlavamo di tentazioni totalitariste e di approccio al dibattito democratico?

Invito a leggere i commenti che compaiono un po' ovunque sulla rete a proposito dell'attacco di Anonymous al blog del capopopolo genovese.

A quanto pare il popolo dei grillini, tanto pronto ad applaudire qualsiasi forma di attacco informatico (e a volte anche non) a siti e strutture istituzionali, non ha invece gradito che il suo guru sia stato tacciato - udite udite! - nientemeno che di ipocrisia e populismo.

Sacrilegio!
Vade retro Anonymous!

I grillini, intesi come popolo di seguaci in-sett-oni, sono tutto meno che i liberi pensatori e i portatori di democrazia che credono di essere. Anzi, oserei dire che, dopo gli scIemOcOmici (con cui a volte si confondono in allegria), sono una delle categorie più beceramente ignoranti di logorroici della rete. 
E se ne beano pure...

venerdì 8 giugno 2012

Ventisette anni dopo

"The first time I was here was in 1985".

Così diceva Springsteen quando sembrava fosse ormai finito lo spettacolo, dopo 2 ore e mezza abbondanti e ininterrotte di palcoscenico come solo lui lo sa calcare. E poco prima di attaccare con un'altra ora abbondante di canzoni a raffica.

Io c'ero, in quel mitico 1985, e c'ero ieri sera. Speravo, ma non osavo credere, che Bruce potesse regalarci una serata altrettanto magica.

E invece ha fatto forse persino di più.
Un delirio, una festa, un delicato e prorompente mix di sentimenti fra gioia e passione, serenità e malinconia, impegno e musica.

C'erano le canzoni che hanno fatto il mito, abilmente miscelate con quelle dell'album del tour, quel Wrecking ball che è, a mio somaresco giudizio, il suo più bell'album degli ultimi vent'anni, insieme a The Rising.

C'era la E Street Band, anche se la mancanza di Danny e Clarence era palpabile per tutti, e il Boss ha incoronato il nipote di Clemons, Jake, che ha saputo farsi apprezzare quanto lo zio, davvero posseduto dalla sua anima e dalla sua musica.

Il silenzio su "10th avenue freeze out", "When the big man joined the band", è stato delicato e dolce e pareva davvero che Clarence fosse lì con lui.
Lì con noi.

E il successivo "Glory days" non poteva non far pensare a quell'85 in cui Big Man era ancora lì, a fare gli assoli di sax e a sostenere Bruce con la sua musica e sovrastarlo con la sua fisicità.

Trentatrè canzoni suonate, cantate, ballate e giocate tutte di seguito, senza sosta, senza tregua per un pubblico che non saprei come definire se non "felice", come ben fa notare Rockol in una spendida recensione:
"in nessun altro posto come ad un concerto di Springsteen vedi così tanta gente contenta, tutta assieme".
Davvero, come scrisse Gianni Sibilla "il mondo degli appassionati di musica si divide tra chi ama Springsteen e chi non lo ha mai visto dal vivo".

Consiglio anche la bella recensione di Repubblica, quella del Messaggero, quella del Giorno e quella di Giornalettismo.