"I partiti politici erano troppi (nel 1930 dieci di essi raggiunsero ciascuno oltre un milione di voti) ed erano troppo presi dai contrastanti progetti e dalla difesa dei loro particolari interessi economici e sociali per poter essere in grado di superare le loro divergenze e di formare una maggioranza durevole al Reichstag a sostegno di un governo stabile in grado di combattere contro la più grave delle crisi [...] "
William L.Shirer, "Storia del Terzo Reich", Torino, Einaudi, 1963, p. 166
lunedì 7 ottobre 2013
giovedì 3 ottobre 2013
Bobbies?
Ogni mattina, prima di recarmi in ufficio, porto mio figlio a scuola.
C'è un tratto, fra le medie che frequenta e il mio ufficio, che richiede all'incirca una decina di minuti abbondanti, a causa dell'intenso traffico dovuto proprio all'orario di ingresso scolastico.
Stamani, mancava uno dei tre vigili che regolamentano il flusso delle auto, proprio quello del punto più congestionato.
Sono arrivato in ufficio in cinque minuti scarsi.
C'è qualcosa che non torna.
C'è un tratto, fra le medie che frequenta e il mio ufficio, che richiede all'incirca una decina di minuti abbondanti, a causa dell'intenso traffico dovuto proprio all'orario di ingresso scolastico.
Stamani, mancava uno dei tre vigili che regolamentano il flusso delle auto, proprio quello del punto più congestionato.
Sono arrivato in ufficio in cinque minuti scarsi.
C'è qualcosa che non torna.
mercoledì 2 ottobre 2013
C'è offesa e offesa
Per chi non avesse seguito la vicenda, Enrico Mentana ha messo in onda un servizio che traduceva erroneamente uno slogan di Mastercard che dice così: "Not having to figure out Italian for ‘I can’t pay you now’".
La frase, in inglese, significa semplicemente "Non dover cercare di capire come si dice ‘non posso pagare ora’ in italiano" e non, come annunciato con toni scandalizzati e piccati dal Tg La7: "Potere evitare di fare gli Italiani per dire 'non posso pagare adesso'".
Ho cercato di capire come sia stato possibile tradurre Not having to figure out con Potere evitare di fare, ma, per quanto mi sforzi, non capisco. A meno che qualche geniaccio abbia pensato che "to figure out" stesse per "fare la figura" o qualcosa del genere. Nemmeno il traduttore automatico di gurgle è così grezzo e impreciso. Ma non importa: non è il primo errore del giornalismo usa-e-getta italiano, non sarà l'ultimo e non è nemmeno il più grave.
Quello che però mi fa pensare è la reazione, o meglio, la mancanza di reazione dell'italiano medio alla notizia che, se corretta, avrebbe rappresentato un vero insulto. Mi permetterei di escludere l'ipotesi che tutte le Sciure Maria (e, per par condicio, i Scior Mario) dei bar di tutt'Italia abbiano subito notato l'errore della traduzione dall'inglese.
Perché dunque non si sono gettati a terra scandalizzati e non hanno riempito Twitter e Facebook di motti scandalizzati, com'è invece capitato qualche giorno fa quando un libero cittadino, senza offendere nessuno, si è permesso di dire la sua sulle politiche di marketing della sua azienda?
Sarà che l'italiano medio sotto sotto un po' si sente davvero il furbino di quartiere un po' pezzentello sottinteso dall'erronea interpretazione dello slogan Mastercard?
O sarà che tutta l'indignazione che ha coinvolto prima il web nostrano e poi anche l'opinione pubblica internazionale nel caso Barilla è stata un po' esagerata?
Magari funzionale, non lo metto in dubbio... ma un tantinello esagerata. No?
La frase, in inglese, significa semplicemente "Non dover cercare di capire come si dice ‘non posso pagare ora’ in italiano" e non, come annunciato con toni scandalizzati e piccati dal Tg La7: "Potere evitare di fare gli Italiani per dire 'non posso pagare adesso'".
Ho cercato di capire come sia stato possibile tradurre Not having to figure out con Potere evitare di fare, ma, per quanto mi sforzi, non capisco. A meno che qualche geniaccio abbia pensato che "to figure out" stesse per "fare la figura" o qualcosa del genere. Nemmeno il traduttore automatico di gurgle è così grezzo e impreciso. Ma non importa: non è il primo errore del giornalismo usa-e-getta italiano, non sarà l'ultimo e non è nemmeno il più grave.
Quello che però mi fa pensare è la reazione, o meglio, la mancanza di reazione dell'italiano medio alla notizia che, se corretta, avrebbe rappresentato un vero insulto. Mi permetterei di escludere l'ipotesi che tutte le Sciure Maria (e, per par condicio, i Scior Mario) dei bar di tutt'Italia abbiano subito notato l'errore della traduzione dall'inglese.
Perché dunque non si sono gettati a terra scandalizzati e non hanno riempito Twitter e Facebook di motti scandalizzati, com'è invece capitato qualche giorno fa quando un libero cittadino, senza offendere nessuno, si è permesso di dire la sua sulle politiche di marketing della sua azienda?
Sarà che l'italiano medio sotto sotto un po' si sente davvero il furbino di quartiere un po' pezzentello sottinteso dall'erronea interpretazione dello slogan Mastercard?
O sarà che tutta l'indignazione che ha coinvolto prima il web nostrano e poi anche l'opinione pubblica internazionale nel caso Barilla è stata un po' esagerata?
Magari funzionale, non lo metto in dubbio... ma un tantinello esagerata. No?
sabato 28 settembre 2013
Registri linguistici
Da una "versione" della voce relativa alle scie cOmiche sull'italica uicchi, fortunatamente cassata.
E' interessante, però, constatare i contenuti scientifici, lessicali e persino ortografici del tipico testo compilato dai credenti.
Nella speranza che sia stato scritto da un bimbo delle elementari.
C'è un che di poetico, però in quell' "apparte quelle che vengono in autunno", non trovate?
E' interessante, però, constatare i contenuti scientifici, lessicali e persino ortografici del tipico testo compilato dai credenti.
Nella speranza che sia stato scritto da un bimbo delle elementari.
C'è un che di poetico, però in quell' "apparte quelle che vengono in autunno", non trovate?
giovedì 26 settembre 2013
Dimorfismo sessuale
Si sa che i media vanno a mode periodiche: c'è il periodo dei pirati della strada, quello degli orchi via web, quello degli ubriachi al volante.
Questo è il periodo del femminicidio e dell'omofobia.
"Femminicidio", fino a un po' di tempo fa, era solo un buffo termine da acculturati con la puzza sotto il naso e tendenze veterofemministe o, al più, uno dei tanti orribili neologismi da giornalisti in caccia di audience.
Oggi invece, non si capisce bene perché, pare che improvvisamente a morire siano solo donne per mano dei loro compagni, ex-compagni o spasimanti, tanto che qualcuno si è preso la briga di controllare i dati effettivi (con discrete sorprese sulle percentuali M/F).
Nonostante le sorprese, sembra che un reato previsto dal codice penale alla voce "omicidio", ovvero uccisione di un essere umano, con tutte le sue accezioni, attenuanti ed aggravanti, sia diventato improvvisamente insufficiente per definire un crimine, qualora la vittima sia di sesso femminile. Ecco quindi la solita pletora di giornalisti, politici, showman e pensatori assortiti tutti a richiedere a gran voce la definizione di un nuovo reato, creato ad-hoc per la bisogna.
Se non è discriminazione sessuale questa, non so quale possa esserlo. Ma essendo oggetto di discriminazione lor signori uomini, che non possono fregiarsi di essere a loro volta occasionali vittime di maschicidio, immagino nessuno ci trovi nulla da ridire.
L'omofobia è altrettanto di moda, lo sappiamo.
Ci sono cafoni di diverso orientamento politico (anche se spesso più orientati verso uno dei due estremi) che non apprezzano la libertà di orientamento sessuale altrui al punto di dileggiare coloro che gradiscono persone del loro stesso sesso (omo) invece che di sesso diverso (etero). E ci sono delinquenti che vanno oltre il dileggio fino a far sembrare necessaria e, come potrebbe non esserlo, urgente, una legge che protegga le vittime di aggressione (reato già ben noto al legislatore, al giudice e al carabiniere) ove la vittima sia omo.
Infine, ci sono anche coloro che, lungi dall'avere qualsiasi intento denigratorio o men che meno aggressivo, si permettono di decidere di pubblicizzare la loro pasta un po' come gli pare e dunque vengono - loro sì - aggrediti. Almeno verbalmente.*
Al solito, da buon somaro nemico della violenza, [mode politically correct ON - però è vero] non posso che confermare che non farei del male a una donna nemmeno con un fiore e che posso annoverare fra gli amici (quelli veri, in carne e ossa e non le figurine su facebook) anche alcuni esponenti dichiaratamente gay (e almeno un bisex), coi quali chiacchiero allegramente ed ho normalissimi rapporti umani.
[mode politically correct OFF] Addirittura, mi dichiaro favorevole al modaiolo matrimonio gay: se due persone si vogliono bene, che siano cromosomicamente XY-XX, XY-XY o XX-XX a me nulla ne cale. A dirla tutta, pure se fossero un gatto e un criceto non mi interesserebbe: gli affetti sono loro e la vita pure.
Ho qualche riserva invece sull'adozione da parte di coppie gay, ma di questo parliamo un'altra volta, ché il discorso si fa lungo e scivoloso.
Continuo però anche a ritenere che ci sia in giro troppa gente che, evidentemente, non ha nulla da fare tutto il giorno e troppe tastiere per le mani.
E troppa gente che dovrebbe lavorare di piccone, invece che di cervello.
p.s.
* Leggere l'elenco di chi ha letto senza scandalo, come me, le dichiarazioni di Guido Barilla mi porta alle labbra un terribile Oh My God! Passi per la deputata Pdl, passi persino per Forza Nuova... ma il Moige... il Moige no... :-O
La Stampa, le scie cOmiche e i fuffari
Solo una segnalazione rapida.
E, già che ci siamo, l'ultimo, esilarante, dei tanti post dedicato agli scIeMOcOmici da Perle Complottiste!
E, già che ci siamo, l'ultimo, esilarante, dei tanti post dedicato agli scIeMOcOmici da Perle Complottiste!
mercoledì 11 settembre 2013
sabato 17 agosto 2013
mercoledì 14 agosto 2013
Sic transit gloria mundi
"Il 1973 era l'anno della crisi energetica, quando richard Nixon dichiarò che non era un imbroglione e quando morirono Edward G. Robinson e Noel Coward" (Joyland, Stephen King, pag. 3).
Io:
Accidenti, il 1973! E' così tanto che è morto Edward G. Robinson...?
La mia dolce metà:
Chi?
Io:
Accidenti, il 1973! E' così tanto che è morto Edward G. Robinson...?
La mia dolce metà:
Chi?
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