mercoledì 2 giugno 2010

Un uomo solo.

"Ad esempio, le persone con le lentiggini non sono considerate una minoranza da quelle senza lentiggini. Non sono una minoranza nel senso in cui la intendiamo. Perché? Perché una minoranza si considera tale solo quando costituisce una minaccia, vera o presunta, per la maggioranza. Ma nessuna minaccia è mai del tutto presunta. Qualcuno qui non è d'accordo? Se non lo siete, domandatevi solo: cosa farebbe quella minoranza se all'improvviso, dall'oggi al domani, diventasse maggioranza? Capite cosa intendo? Bene, se non lo capite, pensateci su.

"Perfetto. Qui i liberal - inclusi più o meno tutti voi, credo - intervengono: le minoranza sono persone come noi! Certo, però persone, non angeli. Ovvio, sono come noi - ma non esattamente come noi; ecco qui l'isteria liberal che conosciamo anche troppo bene, quella che ti fa dire, non scherziamo, fra un nero e uno svedese non c'è alcuna differenza". Perché, perché George non ha osato dire "tra Estelle Oxford e Buddy Sorensen?". Se avesse osato, forse, ci sarebbe stata una risata oceanica, tutti si sarebbero abbracciati, e il regno dei cieli sarebbe cominciato proprio lì, nell'aula 278. Ma forse no.

"Dunque, prendiamone atto, le minoranze sono persone che probabilmente guardano, agiscono e pensano diversamente da noi, e hanno difetti che noi non abbiamo. Il loro modo di vedere le cose e di agire può non piacerci, e possiamo odiare le loro mancanze. Ed è meglio ammetterlo, anziché impiastricciare i nostri sentimenti con la melassa pseudoprogressista. Se siamo siceri con noi stessi, abbiamo una valvola di sicurezza, e se abbiamo una valvola di sicurezza, saremo meno inclini a perseguitare il prossimo... So che questa teoria oggi non è di moda. Continuiamo a credere che il modo migliore per togliersi dai piedi qualcosa sia di ignorarla, finché non sparisce.

"Dov'eravamo? Ah sì, ecco... Ora supponiamo che questa minoranza venga perseguitata per una ragione qualsiasi, politica, economica, psicologica - una ragione c'è sempre, per sbagliata che sia. Naturalmente la persecuzione in sé è un errore, sempre; sono certo che su questo siamo tutti d'accordo... ma il peggio viene adesso, perché qui incorriamo in un'altra eresia liberal. Poiché la maggioranza persecutrice è abietta, dice il liberal, è evidente che la minoranza perseguitata deve essere di una purezza liliale. Vi rendete conto della scemenza? Che senso ha proteggere i cattivi dalle persecuzioni dei peggiori? I cristiani nell'arena erano tutti santi? Tutti?

"E non è tutto. Ogni minoranza a suo modo è aggressiva. Provoca la maggioranza ad attaccarla. La odia - a ragion veduta, d'accordo. Ma odia anche le altre minoranze, perché le minoranza, fra loro, sono competitive; ciascuna afferma che le sue sofferenze sono le peggiori, e i torti che subisce i più infami. E più odiano, più vengono perseguitate, più si incattiviscono! Pensate che l'essere amati incattivisca? Non è vero, e lo sapete. Quindi perché essere detestati dovrebbe rabbonire? Quando vi perseguitano odiate ciò che vi sta capitando, odiate chi lo fa capitare; vivete in un mondo di odio. Su non riconoscereste l'amore in persona se lo incontraste! Sospettereste, pensereste che c'è sotto qualcosa - un secondo fine, un trucco...".

A questo punto George non sa più cosa ha provato o confutato, cosa sta cercando di dimostrare, e nemmeno di cosa sta parlando.
Spazio ai commenti.

Può forse essere utile un riferimento preciso:  Christopher Isherwood, Un uomo solo, Adelphi, 2010, pp. 56-57.  L'opera è del 1964.

Ma anche no. Non vi dirò di più. Né da quale contesto nascano le parole che Isherwood mette in bocca a George, il professore protagonista del romanzo, né quali siano i tratti caratteriali, culturali e psicologici di George medesimo.

Certo è che le parole che leggiamo in questa accorata lezione, come tutta l'opera del resto, si prestano a ispirare una gran bella matassa di pensierini.
Che lascio in fardello a voi, miei fidi pensatori, mentre ritorno ancora per qualche tempo alla mia piccola miniera...

12 commenti:

Thomas Morton ha detto...

non commento. credo che leggerò il libro

tripponzio ha detto...

non so a cosa ti riferisci, o forse l'ho capito. più probabilmente ho capito a cosa ti riferisci, ma ho frainteso l'analogia. o più semplicemente ho sbagliato tab e sto commentando sul blog sbagliato.
detto questo, in qualche modo poteri concordare con quello che intendi, se è come la intendo io. ma se concordi con me, allora sei fascista, comunista, nazista, reazionario e pure un tantino cospirazionista.
e mi viene in mente qualche tempo fa, il giorno dello sciopero degli immigrati, la manifestazione di protesta. l'immigrato che al megafono definiva senza mezzi termini "l'italiano di merda che non vuole fare certi lavori, se non ci fossimo noi cosa potrebbe fare? gli italiani non hanno voglia di lavorare" e i liberal che applaudivano. ma se qualcuno avesse detto "il negro di merda che viene qui a spacciare droga, sfruttando lo stato sociale senza pagare il dovuto" avrebbero applaudito? non sarebbe stato lo stesso qualunquismo offensivo? oppure la differenza sta nel solo essere la minoranza?

Thomas Morton ha detto...

Infatti io trovo sbagliate e qualunquiste entrambe le frasi

Terenzio il Troll ha detto...

Thomas, io trovo sbagliata e qualunquista questa tua asserzione.
Per la precisione, trovo sbagliata qualunque asserzione non mia, chiaro?

Dato che, in questo, mi trovo in minoranza e mi sento perseguitato a causa del mio punto di vista (che e' una libera opinione ed in quanto tale vale tanto quanto le vostre, anzi: forse un po' di piu', visto che le vostre sono sbagliate), come minoranza dovrei automaticamente riscuotere la vostra simpatia ed il vostro plauso.

Dovreste insomma essere affascinati dalle mie posizioni minoritarie (perseguitate eppero' giuste) e farle vostre.

Cosi' facendo, fareste finalmente parte anche voi della mia minoranza, e diventeremmo maggioranza.

Se non fosse che, dopo essere stato ingiustamente perseguitato dall'alto delle vostre posizioni grette e qualunquiste, ci tengo a ribadire un distinguo fondamentale:

*** NON VI VOGLIO NELLA MIA MINORANZA ***

voi razzisti che odiate i troll!

ǚşå÷₣ŗẻễ ha detto...

Facevo queste elucubrazioni a 18 anni, aiutato da abbondanti assunzioni di Erba Pipa

Gianni Comoretto ha detto...

Mi sembra che il brano contenga una serie di fallacie logiche che ben conosciamo, a cominciare dall'uomo di paglia.

Ma partiamo dai lentigginosi. Non vengono percepiti come una minaccia, ma potrebbero benissimo: credo ci siano state situazioni in cui lo sono stati.

La minaccia può essere di vario tipo. Può colpire elementi dell'immaginario collettivo, della propria identità (l'omosessuale, che mette in crisi l'identità maschile, per fare un esempio). Possono essere minacce del tutto inventate, per creare un capro espiatorio (ebrei che mangiano, o zingari che rubano i bambini). Possono essere minacce reali, ma legate non tanto al gruppo minoritario in sé quanto a qualcun altro generico con cui non si vuol dividere la torta.

E allora la minoranza è una minaccia indipendentemente dal fatto che si tratta davvero di persone come noi. Non angeli, ma neppure noi siamo angeli.

brain_use ha detto...

Bene bene...
Vedo che un po' di spunti stanno spuntando.

Vediamo cosa viene fuori alla fine, prima di introdurre il contesto.

Thomas Morton ha detto...

beh, un po' mi sono informato (il titolo avrebbe dovuto accendermi una lampadina)

brain_use ha detto...

Eh no... non vale, conigliastro!

Io volevo vedere quali considerazioni sarebbero emerse da questo brano senza contestualizzarlo.

Sei un baro!

markogts ha detto...

Io sono un artista nel parlare a vanvera! DEVO dire la mia!

Le minoranze? Si inventano. Quando serve un capro espiatorio. Il bello è che la loro invenzione le rende automaticamente reali, perché i capri espiatori ovviamente tentano di fare gruppo per difendersi. "Ah, anche tu hai le lentiggini? Visto cosa ha detto Tremonti sui lentigginosi? Iscriviti anche tu a questo gruppo FB!"

En passant, mi chiedo quanti italiani abbiano pensato agli zingari di fronte al rapimento lampo del neonato.

Nessuno se la prenderà mai con la maggioranza. Del resto, chi è la maggioranza? Noi siamo la maggioranza, no? Noi normali...

Volete un esempio di cosa succede quando si tenta di prendersela con la maggioranza? Guardate il global warming. Dire a 40 milioni di automobilisti, "hey, state distruggendo il pianeta", non crea molta simpatia. Molto più bello dire "visto quegli stronzi di ...... "(inserire voce a caso: vulcani/neozelandesi pecorai/cinesi/industriali/possessori di SUV/aerei con scie/climatologi)

È così catartico...

Foxxya ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Foxxya ha detto...

"Ogni minoranza a suo modo è aggressiva. Provoca la maggioranza ad attaccarla. La odia - a ragion veduta, d'accordo. Ma odia anche le altre minoranze, perché le minoranza, fra loro, sono competitive; ciascuna afferma che le sue sofferenze sono le peggiori, e i torti che subisce i più infami."

E' risaputo che gli indiani cacciano uomini nelle metropoli e i panda staccano la testa dei visitatori dello zoo a morsi.
Esempio non calzante con quanto affermato?
Tutto sta a restringere il campo alle proprie idee...idee di una minoranza di individui (nella fattispecie una minoranza composta da un singolo uomo)
^_^'''

ok, in questo momento ho troppo sonno per fare pensieri profondi.