lunedì 12 gennaio 2009

Inquisizione


Paura, eh...

Il titolo del post farebbe pensare a chissà quali orrori, a chissà quali abissi della mente e della libertà.
E ce ne sarebbero gli estremi, visto l'argomento.

Confesso anche di avere sempre più spesso l'impressione che siano crescenti e manifeste nella nostra epoca alcune mozioni oscurantiste, di censura e di chiusura negli stereotipi più banali e obsoleti da parte di larghi strati della società: l'argomento torna perciò forzatamente in primo piano, fortunatamente senza più cavalletti e altri strumenti di tortura.

Tuttavia, voglio solo parlarvi di un libro: Inquisizione, il regno della paura, Green Toby, Armenia, 2008.

E' un'opera interessante per l'approccio, tutto dedicato ad approfondire gli obiettivi, il modus operandi e l'evoluzione, per meglio dire, l'involuzione di quella particolare istituzione che fu l'inquisizione spagnola attraverso l'esame di un ampio spettro casistico.

A differenza di quella romana e di quella medioevale, l'inquisizione spagnola nacque nel 1478 per iniziativa diretta della corona, nelle persone di Ferdinando il Cattolico e Isabella di Castiglia, assumendo così fin dalla sua fondazione un ruolo ed un legame profondo col potere politico del paese.

Il libro analizza l'evoluzione dell'istituzione spagnola che svolse per quasi quattro secoli un'opera di repressione sistematica e capillare su tutto l'impero spagnolo, dalla madrepatria alle colonie d'oltremare, oltre che quella dell'inquisizione portoghese, in parte, ma solo in parte, meno invasiva.

In mancanza di eresie vere e proprie da combattere, essa concentrò la sua attenzione dapprima alla ortodossia dei marrani, gli ebrei convertiti, e poi a quella dei moriscos, i musulmani convertiti, giungendo piano piano a pervadere ogni aspetto della vita sociale del paese anche degli stessi "vecchi cristiani", al punto di risultare tra i principali responsabile dell'arretratezza culturale e scientifica della spagna del XVIII e XIX secolo con la sua opposizione all'illuminismo e ad ogni forma di apertura verso le nuove idee che altrove riscuotevano successo e risvegliavano gli animi della società e degli individui.

L'autore analizza con attenzione le motivazioni e gli effetti storici, sociali e psicologici dell'istituzione fino a descriverne le derive nevrotiche e paranoidi e gli impatti sulla vita quotidiana dei singoli individui, con una cura minuziosa per la ricostruzione storica e la ricerca delle fonti.

E fino a farne pietra di paragone per i sistemi totalitari che hanno tristemente fatto la storia del secolo appena trascorso.

Homo omini lupus.

15 commenti:

usa-free ha detto...

Sull'inquisizione spagnola a mio avviso c'è un revisionismo pauroso.

Ai livelli di "La mafia? Ma la mafia non esiste!" O_o

markogts ha detto...

Che mafia? Che inquisizione?

brain_use ha detto...

Il libro in questione è tutt'altro che revisionista.
Anzi, pone fortemente l'accento sulle derive nevrotiche dell'istituzione medesima e, di conseguenza, tutta la società spagnola.

usa-free ha detto...

"Il libro in questione è tutt'altro che revisionista."

L'avevo immaginato ;)

Thomas Morton ha detto...

"Sull'inquisizione spagnola a mio avviso c'è un revisionismo pauroso".

Sono d'accordo.

AcarSterminator ha detto...

Confesso anche di avere sempre più spesso l'impressione che siano crescenti e manifeste nella nostra epoca alcune mozioni oscurantiste, di censura e di chiusura negli stereotipi più banali e obsoleti da parte di larghi strati della società

eeeeeh ggiàggiàggià... condivido.

markogts ha detto...

di chiusura negli stereotipi più banali e obsoleti da parte di larghi strati della società

Sarà mica colpa dei froci?

brain_use ha detto...

Marko:
lascio il tuo commento perché mi sembra di coglierne un significato ironico e nessuna intenzione maligna.

Inoltre sono, per natura, un nemico del politically correct e della ridefinizione opportunista dei termini, tanto in voga oggi.

Ma sono anche un profondo difensore delle libertà indivisuali: tieni presente perciò che il termine che hai usato può essere vissuto come dispregiativo.

Non farmi ripetere e, se possibile, spiegati meglio.

usa-free ha detto...

brain, sono certo che il commento di marko fosse fortemente ironico -_-

c'è una certa incomunicabilità tra muli e discendenti delle scimmie :D

parlando per me, tra muli e ungulati ^@^

brain_use ha detto...

@usa-free:
ne sono convintissimo.
Non per niente non l'ho cancellato.

Al di là della stima indiscussa che nutro per Markogts, che ho avuto modo di apprezzare in diverse occasioni, l'intento delle sue parole è chiaro.

Non di meno, il rischio di ferire qualcuno con l'uso di certe espressioni consiglia di limitarne l'impiego.

E non, ripeto, per moralismo stantio che proprio non mi appartiene, ma per semplice delicatezza nei confronti di chi, in una parola, potrebbe leggere un'offesa personale.

brain_use ha detto...

p.s.
in latinorum:
sus(a)-free
suis(a)-free ? :P

usa-free ha detto...

oink! [] ^@^

markogts ha detto...

Scusate, non volevo sollevare un vespaio. Ovviamente la mia era una battuta riferita a certi perbenisti, fatta davvero senza aver tempo di scrivere qualcosa di ragionato.

So benissimo che le parole possono ferire, e spero che gli omosessuali che passano di qua capiscano il mio intento. Altrimenti, chiedo scusa.

Visto che mi costringete ad essere serio, vi dico che io ho a che fare con molti "piccoloborghesi" "moraviani", e fa impressione la resistenza di simili luoghi comuni. Un esempio? Sto per sposarmi e lo farò civilmente. Vivo in una città di 200 mila abitanti, non un paesino di montagna. Eppure, sono molte le persone che hanno criticato più o meno velatamente questa nostra scelta. Persone che magari hanno trombato ben prima del matrimonio, che hanno magari anche abortito, epperò si sono sposate in chiesa. Stereotipi, appunto. Gente alla quale se dici che un orfano sta comunque meglio con un papà gay che in orfanotrofio ti guarda come se bestemmiassi. Gente che, sovrapensiero, dice che non adotterebbe bambini neri.

E questa gente è tra noi, ci saluta la mattina e magari è anche gente cordiale e simpatica, ma ad un certo punto scatta in modalità di difesa "teniamo tutto com'è (anzi come crediamo che sia) perché la verità mi fa paura".

brain_use ha detto...

Ovviamente la mia era una battuta riferita a certi perbenisti

Sì, non ti preoccupare, ho esagerato io con la mia involontaria censura.

Quoto tutto il tuo discorso.

usa-free ha detto...

"Sto per sposarmi e lo farò civilmente."

Auguri, miscredente senz'anima ! :D