venerdì 1 febbraio 2013

C'è attesa e attesa

A volte, ho tempo da buttare e mi capita di arrivare proprio nell'attimo in cui scatta il rosso al passaggio a livello che tormenta i miei viaggi al e dal lavoro. Allora accosto di lato e mi diverto a contare il numero di auto che passano sotto alle sbarre anche mentre queste sono già quasi ad altezza minima.

E' un'azione pericolosa. Decisamente.

Eppure, considerando che per i successivi 8/12 minuti quel passaggio a livello sarà certamente chiuso, non posso non comprenderla.

Una volta, per ingannare il tempo della lunga attesa, ho chiamato l'ufficio reclami della stazione Centrale di Milano:
"Buon giorno, avrei bisogno un' informazione"
"Buon giorno, mi dica."
"A che velocità viaggia un treno merci, mediamente?"
"Attende una consegna?"
"No, no, mi dica solo a che velocità viaggia..."
"Ah, ho capito: è fermo a un passaggio a livello!"
"Bravo! Allora lo sa anche Lei che il treno è ancora a una decina di chilometri, come minimo!"
"Eh, ma sa... la sicurezza..."


A cinque chilometri da qui c'è un altro passaggio a livello, completamente automatico.
Va giù un minuto (si e no) prima del passaggio del treno e torna su cinque secondi dopo che è passato.
E nessuno si sogna di passare sotto le sbarre o anche solo con lo scatto del "rosso".

A cinque chilometri nell'altra direzione ce n'è un altro nelle condizioni del "mio".
Solo che quest'ultimo, oltre a rimanere chiuso per un minimo di dieci e un massimo oltre i quindici minuti, a volte invece resta proprio aperto...

Sicurezza un par de ciuffoli, direbbe qualcuno.

6 commenti:

frankbat ha detto...

" "Ah, ho capito: è fermo a un passaggio a livello!""
I passaggi a livello: l'incubo peggiore degli automobilisti. Anche perche' la "logica" del loro funzionamento e' uno stupro dell'intelligenza umsna.

frankbat ha detto...

"umnsa" -> "umana". Maledetta dislessia

mother ha detto...

dipende tutto dal meccanismo di sicurezza delle FFSS, gestito dalla parte aziendale dell'ente ancora pubblica.
L'ultimo km è un sistema di riconoscimento automatico della posizione del treno in un dato segmento dei binari; passa una debole corrente fra i binari e le ruote del treno chiudono il circuito indicando la posizione su un segmento e facendo scattare i segnali al suo passaggio per evitare che treni dietro vadano a sbattere contro treni che si trovano davanti o per esempio per azionare in sicurezza le sbarre. In molte parti d'Italia le sbarre son state sostituite con sottopassaggi, dando così lavoro agli ingegneri civili. Non ovunque.
Probabilmente il meccanismo di abbassamento delle sbarre è tarato male (se scende prima è una noia, ma crea maggiore sicurezza) ed andrebbe revisionato.

brain_use ha detto...

@mother:

Il vero problema è che a un 500 metri di distanza c'è una stazione.
Da quel che ho capito, il passaggio "incriminato" viene abbassato prima che il treno entri in stazione, resta giù per tutta la permanenza in stazione e poi fino a un buon 2 minuti dopo il transito dal passaggio a livello.

Continuo a pensare che tutto ciò sia demenziale e non una vera esigenza di sicurezza. Ma è un'opinione, eh...

mother ha detto...

si, molto probabilmente il segnale è compreso nel tratto di rotaie che comprende anche la stazione e di conseguenza per tutto il tempo per cui il treno permane nel tratto il segnale riceve l'imput di treno presente = non aprirsi.
Anche dalle mie parti c'era un passaggio a livello simile, anche se in quel caso c'erano dei treni che fermavano in stazione e dei treni che non fermavano.
Tutto risolto con un sottopassaggio.

Stepan Mussorgsky [ ǚşå÷₣ŗẻễ] ha detto...

Ho vissuto 12 anni con questo incubo, ce l'avevo davanti a casa! Per fortuna ora è finita! :)