venerdì 19 agosto 2011

Acqua fritta: la "soluzione"...


Prosegue la querelle scatenata dal "caso Boiron".

Come segnala B-log(0) si è occupata della vicenda anche il British Medical Journal.

Intanto negli Stati Uniti una class action cita la Boiron per pubblicità ingannevole.

Fabio Turone, l'autore dell'articolo pubblicato dal British Medical Journal, segue da vicino il caso.

Anche OggiScienza si sta interessando attivamente all'argomento, così come l'amico Claudio Casonato.

Sembrerebbe che parecchi stiano cominciando a stancarsi di pagare l'acqua (poco) fresca in ragione di qualche migliaio di euro al litro.

La mia proposta, formulata molti mesi fa, è sempre quella: forniamo l'omeopatia tramite il SSN ai cittadini "credenti".
Ma la facciamo pagare dal SSN direttamente all'acquedotto consortile di zona. A qualche decimo di centesimi al litro.

Tutti contenti. O no?

11 commenti:

The Foe-Hammer ha detto...

Una Class Action nei confronti della Boiron per pubblicità ingannevole contro la Boiron negli USA? Questa si è una notizia. Per non perderla dovranno dimostrare che il loro prodotti non siano semplicemente acqua fresca zuccherata, sarà dura. Se la perdono o non riescono a raggingere un accordo extragiudiziale sui risarcimenti, saranno veramente cavoli amari per questa società. Negli USA le Class Action non scherzano ...

brain_use ha detto...

Infatti, ci spero.
Naturalmente, ci sarà dietro lo zampino della CIA e dello SMOM! ;)

Gianni Comoretto ha detto...

La vedo dura per la class action.

Poniamo che si faccia causa al mago Otelma perché vende candele assolutamente uguali a quelle del droghiere. Ma lui ci ha eseguito sopra un rito pincopallo, e il cliente paga per quello.

La Boiron dichiara di venderti acqua succussa assieme a qualche sostanza, che ora ovviamente dentro l'acqua non c'è più (come non ci sono più le parole del rito nella candela).

Nella class action ci sono due elementi:
la pubblicità ingannevole (non ti han detto che quello era un prodotto omeopatico)
la vendita di un rimedio anti-influenzale la cui efficacia non è provata.

Ho il sospetto che se la Boiron mette due scritte in piccolo nelle boccette, una che specifica "rimedio omeopatico", e una frase sul tipo che l'efficacia dell'omeopatia on è ancora dimostrata scientificamente, è a posto. E se trova il giudice giusto, basta che tiri fuori un po' di letteratura scientifica tipo l'articolo di Montagnier ed è a posto. Non dimenticate che la Regione Toscana ha deciso di aprire un ambulatorio omeopatico a spese del SSN con votazione UNANIME del Consiglio Regionale.

The Foe-Hammer ha detto...

Gianni, è negli Stati Uniti la Class Action, non in Italia. In Italia qualche giudice come quelli che dici tu c'è stato, è quello di Maglie che obbligò il servizio sanitario nazionale a pagare uno dei componenti della cosiddetta cura Di Bella. Negli USA le Class Action sono una cosa più seria ..

The Foe-Hammer ha detto...

Comunque c'è una malattia che l'omeopatia può curare ed è l'ipocondria :D

Alessandro ha detto...

"...e una frase sul tipo che l'efficacia dell'omeopatia non è ancora dimostrata scientificamente..."

Beh sarebbe veramente divertente se facessero una cosa del genere... :P

Gianni Comoretto ha detto...

@alessandro:
guarda che fior fiore di persone sono convinte che una cosa possa funzionare in modo evidente, ma la sua efficacia non essere dimostrata scientificamente.

Anzi, se una cosa non è dimostrata scientificamente significa che non è stata dissezionata in laboratorio da quei fissati e maniaci degli scienziati, che san soltanto creare bombe atomiche e medicine chimiche pericolosissime. E quindi è UN BENE che non sia dimostrato scientificamente.

E poi la scienza mica può spiegare tutto. L'omeopatia può funzionare in un modo che la scienza non riesce ancora a rivelare, ma se duecento anni fa ti dicevano che potevi parlare con una persona all'altro capo del mondo grazie ad onde invisibili ti avrebbero riso dietro.

Un mio amico mi ha citato pure il teorema di incompletezza di Goedel: come esistono teoremi veri non dimostrabili in una teoria formale, possono esserci terapie "vere" non dimostrabili dalla scienza formale.

Non stare a commentare, l'ho già fatto io. Senza risultati.

Alessandro ha detto...

@Gianni Comoretto:

Mentre postavo il commento ho fatto più o meno le stesse riflessioni. Ma comunque l'idea che una ditta possa scrivere su un suo prodotto: non è dimostrato scientificamente che funzioni, lo trovo spassoso. Lo trovo ancora più divertente se penso che, appunto, c'è gente che nonostante questo spenda soldi per quei prodotti.

Si alla lunga non c'è molto da ridere ma è sempre meglio che piangere. ;)

The Foe-Hammer ha detto...

il teorema di incompletezza di Goedel: come esistono teoremi veri non dimostrabili in una teoria formale

Gianni, a me risulta, ma posso sbagliarmi, che il teorema di incompletezza di Goedel si applichi solo a quei sistemi che consentano di definire i numeri naturali come un insieme, quindi ritengo sia arbitrario estenderlo per sostenere che possano esserci terapie "vere" non dimostrabili dalla scienza formale.
In ogni caso poi la medicina non credo sia classificabile come una scienza formale.

Gianni Comoretto ha detto...

@foehammer

Non sono un logico, ma per quel poco che so il teorema di Goedel si applica ai sistemi formali (LOGICI) almeno equivalenti all'aritmetica. Può aver senso applicato ad una teoria fisica formale (anche se non so che significato abbia, i teoremi che hanno un senso in fisica sono solo un sottoinsieme di quelli formulabili nella teoria) ma di sicuro non ad una pratica, che non è un sistema formale.

A meno di non considerare la realtà un gigantesco sistema formale, ma siamo veramente a livello di aria fritta, anzi di vuoto pneumatico fritto.

L'esempio serviva solo a dare un'idea delle acrobaticissime arrampicate sugli specchi che molte persone sono disposte a fare pur di non rinunciare ad una credenza che li identifica in un gruppo. E questo era un professore universitario, immaginati gli altri.

brain_use ha detto...

l'idea che una ditta possa scrivere su un suo prodotto: non è dimostrato scientificamente che funzioni, lo trovo spassoso.

In effetti! :D

Ad ogni modo gli estremi per la pubblicità ingannevole, imho, ci sono, visto che l'oggetto della contestazione è proprio il fatto che gli omeo parlano di "Oscillococcinum" senza specificare chiaramente la totale assenza di principio attivo. E questo è innegabile.

In effetti, mi accontenterei che gli spacciatori di acqua fossero costretti per legge a scrivere sui loro rimedi solo il titoletto "acqua omeopatica" senza alcun riferimento al presunto principio attivo che non c'è.