martedì 30 dicembre 2008

Il Complotto dei Complotti


Rapida escursione su Perle Complottiste a vedere le novità e rapidissima incursione qui da me per compiere il mio "dovere" di Gran Propagandiere delle Esimie Opere di Debunking del Web Italiota.

Perle si occupa stavolta di uno dei grandi miti del complottismo: il signoraggio.

In altre parole il misterioso modo in cui, secondo i guru del cospirazionismo, le malefiche organizzazioni del male, dal NWO alla Spectre, si procurano le cifre iperbolicheche necessarie ai demenziali ipercomplottoni che si divertono a organizzare: dall'11/9 alle cOmictrails giù fino alla gastrite di Mazzucco e i calli di Straker.
Ovvero: stampando il denaro.

Dovete sapere infatti che ai nostri geniali osservatori, quelli che capiscono che le TT sono state minate da due sbuffi di polvere e che al Pentagono è finito un missile da una foto parziale, non è sfuggito il complottone nascosto in ciò che a migliaia di economisti di fama mondiale è sempre sembrato normale: il modo in cui le banche centrali gestiscono la massa di circolante monetario per conto degli stati di appartenenza.

Maggiori dettagli nell'articolo su Perle, su questo bel sunto di Fotogian e in questa lunga chiacchierata sul forum di Crono911.

Mille rigraziamenti a MMST e Fotogian per la loro costante opera di difesa del buon senso anche in materie ostiche ai più come questa.

Timore reverenziale?


Ooooh... dove l'hai preso?
Ma che bello, questo presepe di cioccolato!
C'è la capanna, Gesù, Giuseppe e Maria, l'asinello e il bue, due pecorelle e un pastore.
Sembra proprio vero, è quasi un peccato mangiarlo.



Mmm, buone però le pecorelle di zucchero.
E il cioccolato è una squisitezza.
Passami l'asinello!
A me un pezzo di tetto.
Anche a me.
E' già sparito il bue?
Ancora un pezzetto, vah!
C'è ancora un pezzetto di capanna?
Delizioso!

...

Tieni, cara...
...e le poggia innanzi Gesù bambino.

No, non ne ho più voglia, mangialo tu.

Dai che è avanzato solo Gesù e la Madonna.

Ma no, basta.
Anch'io ne ho abbastanza.
Si, si: troppo cioccolato non va bene.
Qualcuno lo finisca, non vorrete lasciare lì gli ultimi venti grammi?
No, dai, basta così.
Non si deve esagerare, dopo un pranzo così!
Eh, già.

martedì 23 dicembre 2008

Perle complottiste: Il Perlone 2008 assegnato a Straker !

Perle complottiste: Il Perlone 2008 assegnato a Straker !

C'è altro da dire?
Congratulazioni al capo setta degli sciecOmici.

lunedì 22 dicembre 2008

BUON NATALE!



Buon Natale a tutti.
Ma proprio a tutti...

giovedì 18 dicembre 2008

Signori e Nossignori

Quindici secondi per una segnalazione doverosa.

Perle Complottiste: Wikipedia signori e nossignori

I miei saluti a TheDRaKKaR, che comprendo perfettamente, ma che mancherà a wikipedia italia.

Tra parentesi, consiglio vivamente la lettura dell'articolo dedicato a wikipedia (tema: farmaci e propaganda) su Panorama della scorsa settimana, che trovate qui.

----
Cambio argomento per un paio di ulteriori segnalazioni, imho, molto significative:
Le grandi verità del generale Hamid Gul
Da Falluja a Bassora: tutte le bufale di RAINews 24

entrambi del "terribile" John di Crono911.

----
Edit:
non c'è il due senza il tre: il nostro Thomas Morton è stato nuovamente pubblicato da undicisettembre: qui.
Bene!

a presto dal vostro "Gran Propagandiere"... ;-)
b_u

giovedì 11 dicembre 2008

Perle complottiste: Perlone 2008: si vota!


Perle complottiste: Perlone 2008: si vota!

Votate, gente, votate!

Considerazioni su "L'Ultimo Dogma", di Thomas Morton


Spero tutti abbiate letto il bel post di Thomas Morton "L'ultimo dogma".
Se non lo avete fatto, fatelo prima di proseguire.

Situazione grottesca e per molti versi inverosimile, quella della famiglia scientificamente aperta ed aggiornata che si ostina a nascondere al piccolo di casa la Verità sulla provenienza dei doni ad aeternum.

Eppure fa nascere diverse considerazioni.

La prima: nelle famiglie di oggi sono sempre crescenti e sempre più marcati gli stimoli a considerare i bambini dei piccoli adulti; viceversa però adolescenti e post-adolescenti restano eterni bambinoni.
Entrambe le posizioni, che pure incredibilmente convivono nelle medesime persone conducono a delle distorsioni di ruolo e di comportamento.
Chiediamo a bambini di tre o quattro anni di scegliere cosa mangiare a cena, gli diamo in mano un cellulare fin dalle elementari, permettiamo loro di ordinare i giocattoli di Natale e di regolare svariate scelte di acquisto a livello familiare. Ma al contempo ci aspettiamo di decidere (e non consigliare) quale scuola far intraprendere all'adolescente che si avvia alle superiori, se non addirittura al giovane che finisce la maturità.
E gli impediamo di affrontare la benché minima responsabilità, a scuola come nella vita, almeno fino al distacco inevitabile dal cordone ombelicale familiare... grosso modo all'età del prepensionamento dello stereotipato figlio unico.

La seconda: viviamo in una società sempre più laica e secolare, dunque il ricorso a figure prestate dal fervore religioso a rappresentare l'incarnazione folkloristica della Bontà è in drastico calo.
Non che la cosa mi rechi dispiacere: ho sempre aborrito quel misto di sacro e profano che si incarnava nell'immagine di Gesù bambino che porta i doni la sera di Natale. Lasciamo che Gesù lo si incontri in chiesa, se lo si desidera, e non affidiamogli compiti di pura manovalanza che non gli competono, se non altro per semplice gerarchia.
Il Babbo Natale della rappresentazione contemporanea risponde invece splendidamente all'esigenza di trovare una figura laica che riesca al contempo ad incarnare questa immagine della Bontà che elargisce doni chiedendo in cambio solo altra bontà.
Una figura davvero bella e che non può che far bene alle menti fin troppo egocentriche degli adulti di domani.

La terza: il pensiero corre alla fiaba di Natale che, piccolo piccolo, mi raccontava mio padre prima della buonanotte della vigilia e che ancora mi intenerisce.
E non solo per il ricordo, inevitabilmente nostalgico, delle parole dolci di mio padre, ma anche per la magia che scaturiva da quel racconto e dai sogni vividi di tutta quella splendida notte.

In ultimo: potremmo lanciare una raccolta fondi per realizzare un documentario che, dopo anni di lavoro indefesso, sveli al mondo la Verità su Babbo Natale e le sue renne. Che ne pensi, Thomas?

a presto
b_u

sabato 6 dicembre 2008

Due spunti importanti



Appena un attimo da dedicare a due spunti importanti sul fronte complottismo.



Claudio Casonato, uno degli organizzatori della conferenza del CICAP sulle scie cOmiche di settembre a Novi Ligure, ha pubblicato un nuovo blog assolutamente monotematico: StrakerProvaloOTaci dedicato alla "sfida a Straker", il capobranco degli sciecOmici italioti famosissimo per le bufale che distribuisce ad ogni occasione.
Leggete e scrivete cosa vi aspettate che Straker, una volta tanto, dimostri per davvero!


Si sta avvicinando l'apertura delle votazioni per il "Perlone 2008", l'ambitissimo premio che Perle Complottiste dedica annualmente a chi fra i tanti divulgatori di cret... (pardon, complotti) è riuscito a distinguersi particolarmente per idio... (pardon, originalità).

Quest'anno, a giudicare dai voti delle "primarie", a contendersi l'ambito titolo che fu l'anno scorso del capoCirco Massimo Mazzucco, parrebbero essere altri due contendenti assai quotati: Straker, di cui abbiamo già parlato poco sopra, e Giulietto Chiesa, l'europarlamentare recordman di complottismo.

In qualità di autonominatomi "Gran Propagandiere delle Esimie Opere di Debunking del Web Italiota", spero di fare cosa gradita nell'elencare qui di seguito le perle di quest'anno dei due contendenti al titolo:

Straker:
Perle complottiste: Straker e il telemetro... seconda parte!
Perle complottiste: Straker e il telemetro...
Perle complottiste: I Perloni di Straker
Perle complottiste: Se lo dice Straker
Perle complottiste: Il complottismo uccide
Perle complottiste: Scie sempre più comiche
Perle complottiste: I...dentici
Perle complottiste: La guerra dei clone
Perle complottiste: Le scie comiche
Perle complottiste: Viaggi astrali e scie chimiche: l'unione fa la... Perla!
Perle complottiste: Mercy75 e la Perla... massonica!
Perle complottiste: Perle in breve - Raccolta del 14 febbraio 2008
Perle complottiste: Perle di fine 2007 e inizio 2008: Straker e Davide71


Chiesa:
Perle complottiste: Wikipedia, Giulietto Chiesa e Zero.
Perle complottiste: Chiesa, il batterista
Perle complottiste: Siamo glandi stlonzi!
Perle complottiste: Giulietto Chiesa e il complotto petrolifero
Perle complottiste: Giulietto Chiesa nel pallone
Perle complottiste: Fano - Chiesa: uno a ZERO
Perle complottiste: Beppe Grillo e Giulietto Chiesa: lo Yes Day
Perle complottiste: La Perla sbarca in Europarlamento
Perle complottiste: Giulietto Chiesa: il famoso complottista
Perle complottiste: A scuola di bufale
Perle complottiste: Il film Zero? E' uno strumento politico...
Perle complottiste: Foto esclusiva della "prima" di Zero...

Buona lettura e... votate!

a presto
b_u

mercoledì 26 novembre 2008

Capitolo 1 e Capitolo 2

Alla fin fine (anzi, all'inizio inizio!) ve lo avevo ben detto: questo blog non ha né capo né coda.
Ci capita quel che mi passa per l'anticamera del cervello in quei dieci minuti consecutivi in cui le dita stanno sulla tastiera ma la mente no...

Dunque beccatevi un esperimento letterario di quand'ero un ragazzino.
L'idea, mostruosamente ambiziosa, era quella di una sorta di diario di vita dipinto attraverso i pensieri incrociati di una coppia di mezz'età.
Non feci in tempo a decidere se i due dovessero avere figli o meno, né quale fosse il legame profondo tra i due, benché sposati: all'epoca lasciai cadere, anche per la difficoltà strutturale che mi ero imposto del non parlare in prima persona, dell'alternare gli eventi di Lei e quelli di Lui, dei capitoletti brevi ma intensi.

In questo periodo, però, mi è ricapitato tra gli occhi e così vi propino l'inizio di quel che scrissi allora. Non siate troppo crudeli.


CAPITOLO 1
RISVEGLIO DI LEI

Erano tanti anni, ormai, che la scrutava, nella penombra del mattino; eppure quella faccia, quel viso consunto, ogni volta le appariva nuovo, inquietante. L'ingiuria degli anni aveva così arricchito quegli occhi di rughe da farle sembrare ogni volta diversa quell'immagine, ogni volta appartenente ad un'entità nuova che le appariva ogni mattino.
Ormai i raggi del sole erano giunti a lambire la maniglia accanto allo specchio; ancora poco, pochi minuti ed anche quella mattina il nuovo giorno avrebbe dissolto quel riflesso etereo, quasi spiritico.
Il suo riflesso.
Finalmente lo specchio avrebbe taciuto e solo qualche timido cinguettio avrebbe rotto il silenzio del suo animo.

Era sempre stato così il risveglio durante tutta la sua vita.
Di volta in volta il nuovo giorno era sorto per lei sempre più presto, più a lungo era stata costretta a quello spettacolo quotidiano.
Quante volte aveva chiesto di spostare quell'assurdo armadio tanto antico, il cui specchio così lucido e levigato la tormentava come una lamina metallica che le penetrasse il cervello. Nulla. Mai era stata ascoltata e assecondata.
E ancora adesso quando le si presentava l'occasione, riportava pazientemente il discorso sul pesante mobile, sperando sempre; sempre poi delusa dal disinteresse per un lavoro "così faticoso, così inutile".

Ecco, ancora poco.
Erano sempre questi, gli ultimi istanti prima della luce purificatrice, i più tremendi. Sempre più profondi, i solchi della fronte le ricordavano la fatica di vivere, il tempo che passa, i sogni che sfuggono persino il potere del ricordo. Sempre più spauriti i suoi begli occhi tentavano invano di staccarsi da loro stessi, finché lo sforzo diventava troppo grande per una donna così minuta e l'ennesima lacrima trovava una via per giungere al mento.

Quante erano state quelle lacrime, chissà, una al giorno, forse, trecentosessantacinque giorni l'anno, moltiplicati per tutti quegli anni. Tutti quegli anni, sì, che pure, a ben pensarci, non le pareva affatto di avere vissuto. Non lei, no. Forse era stato un sogno, uno di quei strani sogni che ti crescono attorno, ti avvolgono, ti prendono finché alla fine non sai più neppure se un giorno tornerà il risveglio, fanciulla, nel tuo lettino, o se ancora continuerà, continuerà...


CAPITOLO 2
RISVEGLIO DI LUI



Lui si svegliò svegliato dal suo stesso russare.
Quand'era giovane succedeva di rado, ma ora che il rombo della sua gola s'era fatto più vigoroso suggendo le forze proprio dalla profondità del sonno, le parti s'erano invertite e il rumore era divenuto più potente del torpore.
Beh, in fondo anche lei non aveva poi avuto tutti i torti a lamentarsi per tutti quegli anni, a scalciare, a svegliarlo così bruscamente per potere a sua volta riprendere sonno.

Ma in fondo che importava! In fondo quando il sesso serale era stato un pò più soddisfacente del solito, un pò meno monotono, quando s'era tentata timidamente qualche variazione un pò più erotica tutto era poi andato così bene e s'erano sempre addormentati felici ed abbracciati come il primo giorno.
Peccato fosse successo sempre più di rado.

Peccato non avere trovato lo stimolo di vivere la moglie come una donna e peccato ancora che neppure lei sapesse d'avere un così focoso stallone al suo fianco! Tante notti sarebbero trascorse più serene. Tanti stimoli sarebbero sopravvissuti all'arrivo del giorno... ma lei non se n'era mai accorta.

Anche stamani lei è già sveglia.
Buffo come si preoccupi di quelle poche rughe, buffo come passi il tempo a rimirarsi nello specchio cercando di vedersi bene nel buio e quando finalmente arrivano la luce e la verità insieme, d'un tratto si volti, quasi rassicurata anziché sminuita, si alzi, si getti in cucina a preparare la colazione.
Sono anni che continua così. Sono anni che chiede di spostare quell'armadio per chissà quale motivo e neppure si rende conto che ne ha bisogno ogni mattino per specchiarsi. Mah le donne.
E' proprio vero quel che diceva il povero papà, "chi le capirà mai, le donne"?

Tutti questi pensieri gli attraversavano la mente ogni mattina, ogni mattina come se fossero nuovi, ogni mattina con le stesse conclusioni.
E poi si alzava, andava al bagno e poi, più tranquillamente, sedeva innanzi a lei al tavolo della cucina e mangiava avidamente quella colazione sempre più misera e miserabile.